Categorie: toscana

fino al 4.XI.2007 | Chiusi Siena Palermo. Etruschi | Siena, Santa Maria della Scala

di - 26 Giugno 2007

In linea di continuità con l’esposizione dedicata a Cesare Brandi e a Luigi Magnani, il complesso del Santa Maria della Scala ripercorre la storia di altri due grandi collezionisti di ambito senese, più propriamente chiusino: Pietro ed Emilio Bonci Casuccini. In questa occasione però l’arte contemporanea cede il passo all’arte etrusca, alle radici della nostra cultura. Il visitatore non si trova più di fronte all’espressione artistica dei suoi contemporanei, bensì innanzi alle creazioni dei suoi antenati, cosa che innegabilmente stimola interrogativi diversi e che pone le basi per un dialogo interiore, introspettivo.
Mentre la mostra su Brandi e Magnani era incentrata essenzialmente sul gusto e sulle motivazioni che avevano spinto i due collezionisti a fare determinate acquisizioni, spesso influenzate dalla frequentazione degli artisti, quella sulle due raccolte Bonci Casuccini, oltre ad accentrare in sé una serie di importanti ricorrenze -quest’anno ricorre il 250° anniversario della nascita di Pietro Bonci Casuccini, fautore della prima delle due collezioni; più di venti anni fa nel 1985, veniva presentata nella stessa sede la mostra Case e Palazzi, dedicata agli Etruschi; per la prima volta nel 2007 la collezione di Pietro Bonci Casuccini lascia il Museo Antonino Salinas di Palermo per unirsi a quella del pronipote Emilio e a quella dell’attuale erede della famiglia, Niccolò Casini- mette in evidenza come il collezionista diventi tale soltanto dopo il casuale ritrovamento di reperti antichi e non tramite il loro acquisto.
Non c’è mecenatismo, non ci sono salotti intellettuali per i Bonci Casuccini, ma soltanto la curiosità di recuperare i resti di un’antica, originale e complessa civiltà, la volontà di riportarli in vita cercando al contempo di capirne il significato e la voglia di mostrarli alla contemporaneità in tutto il loro splendore, non scevro di echi di attualità.
Pietro Bonci Casuccini ai primi dell’Ottocento era propri etario di un vasto patrimonio fondiario che si estendeva fra alcune delle più ricche necropoli etrusche di Chiusi come quelle in località Pellegrina, Montebello, Colle, Marcianella, Bagnolo e Poggio Gaiella. A partire dal 1826, in seguito ad alcuni fortuiti ritrovamenti nel corso di lavori agricoli nei suoi possedimenti, Pietro manifestò il desiderio di formare una vera e propria collezione archeologica, tanto da dedicarle nel 1829 un museo. Gli anni successivi lo videro protagonista di grandiosi scavi –memorabile quello del 1833 preso il poggio del Colle nel corso del quale fu ritrovata una tomba dipinta con porta di travertino funzionante- che riportarono alla luce i resti di vaste necropoli, oggetti di inestimabile valore che lo costrinsero ad ampliare continuamente le sale mussali che li ospitavano. La collezione di Pietro rimase integra, nonostante le continue pressioni di mercanti ed antiquari, fino al 1863 quando, in seguito ai contraccolpi economici subiti dopo la sua morte nel 1843, gli eredi decisero di venderla al Museo Archeologico di Palermo ove tuttora risiede.
Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, ossia dal 1877 al 1934, fu Emilio Bonci Casuccini, pronipote di Pietro, a costituire a Chiusi una seconda raccolta, assemblando ciò che era rimasto invenduto della precedente collezione ad oggetti rinvenuti presso i propri terreni. L’importanza della collezione di Emilio è data dal suo formarsi dietro il diretto influsso e la guida illuminata di Ranuccio Bianchi Bandinelli, studioso che lo portò ad occuparsi non solo del valore estetico ed economico dei reperti, ma soprattutto al loro valore scientifico, analizzando le circostanze dei ritrovamenti e le eventuali associazioni di materiali. Nel 1953 il figlio Alessandro decise infine di vendere la collezione al Museo archeologico di Siena.
Il Santa Maria della Scala, attraverso un allestimento innovativo caratterizzato non più da suddivisioni dell’ambiente in piccoli spazi raccolti bensì da un deciso e arioso geometrismo che mette in evidenza tutto lo splendore della civiltà etrusca, propone al visitatore un percorso composto da più di 200 opere. Una varietà di reperti che va dai rilievi chiusini arcaici realizzati in pietra fetida, travertino o alabastro, alle urne e sarcofagi con uomini e donne recumbenti, alle urnette cinerarie e sarcofagi fittili, alle olle cinerarie di forma campanulata, agli splendidi esemplari di vasi in bucchero pesante con decorazioni spesso eseguite attraverso l’uso di matrici.

E, ancora, dalle raffinate ceramiche greche a figure nere e figure rosse importate a Chiusi da un ceto aristocratico non solo ricco ma anche dotato di notevole gusto e apertura culturale, alla ceramica etrusca a figure nere e figure rosse, ai bronzi, ai corredi funebri reperiti durante gli scavi effettuati da Emilio e riproposti e allestiti secondo il suo gusto per la ricostruzione scientifica, infine ad alcuni significativi reperti di proprietà dell’attuale erede della dinastia Bonci Casuccini, Niccolò Casini.
La mostra del Santa Maria della Scala ha il suo proseguimento ideale a Chiusi ove nel locale Museo archeologico sono esposti altri importanti oggetti rinvenuti dai due collezionisti all’interno dei propri possedimenti agricoli, sculture arcaiche prodotte dalle botteghe chiusine, tra cui il celebre Plutone, statua cineraria con testa policroma.

sara paradisi
mostra visitata il 6 maggio 2007


dal 21 aprile al 4 novembre 2007
Chiusi Siena Palermo. Etruschi. La collezione Bonci Casuccini
Complesso Museale Santa Maria della Scala – Palazzo Squarcialupi
Piazza del Duomo, 2 Siena, orario: tutti i giorni dalle 10,30 alle 19,30
biglietto: intero € 6 – ridotto € 4 – studenti € 2
Museo Archeologico Nazionale, Via Porsenna, 23 Chiusi
orario: tutti i giorni compresi i festivi 09,00 – 20,00
biglietto: intero €3 – ridotto€ 2 – biglietto integrato Siena Chiusi: intero € 7
ridotto € 3
informazioni e biglietteria 24 ore su 24: tel. 02/54911
prenotazioni e visite guidate: Civita Servizi: tel. 199199111
www.verniceprogetti.it
catalogo a cura di D. Barbagli e M. Iozzo, Protagon Editori Toscani


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