Il valore iconico e concettuale di un’immagine è colto nella sua interezza dallo spettatore, tramite la visibilità, soprattutto grazie a quella che è la sua componente predominante: la staticità. Quanto più l’oggetto si rivela manifestandosi dietro la maschera della fissità, di una ferma solidità, tanto più l’opera è avvolta da un’aura di sacralità.
Michelangelo Pistoletto, maestro e protagonista del panorama artistico italiano e internazionale fin dai primi anni Sessanta, ha voluto andare oltre, toccandone gli opposti contemporaneamente: sfruttare sì la fissità dell’immagine, ma affiancarla alla mobilità di superfici mutevoli, che al nostro sguardo risultino in continua metamorfosi, come sono gli specchi sanno fare.
La mostra Superfici specchianti 1962-2000 raccoglie venti opere – la maggior parte di grandi dimensioni – nelle quali l’artista piemontese si dedicò fin dal 1961 a questo tipo di ricerca. Dopo alcuni anni, nei quali le sue sperimentazioni artistiche si erano concentrate prevalentemente nella dialettica tra il riprodotto e il riflesso presente nel dipinto, nel divenire tra figura e contesto, Pistoletto creò le prime superfici specchianti. Questi quadri riflettenti contengono figure a grandezza naturale, di natura umana o inanimata, in entrambi i casi si tratta di una velina fotografica dipinta e collocata su una superficie di acciaio inox, lucidata a specchio. Ne emerge un carattere estremamente non-soggettivo, distaccato dal contesto emozionale, ma solo momentaneamente. L’apparente neutralità dell’opera non tarda ad assorbire, inglobare, tutto ciò che in quel preciso momento, le sta accadendo e passando davanti:
In un’opera come Maria (1962-1982, serigrafia su acciaio inossidabile lucidata a specchio) la figura è la protagonista di uno scatto realizzato in un dato e preciso istante ma la sua esistenza è come fosse perpetuata ogni qual volta ci si specchi.
marta casati
mostra visitata il 4 ottobre 2003
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C'è in questi lavori specchianti la scoperta
della dialettica tra il riprodotto e il riflesso. Quando il riprodotto si muove il
riflesso non sta fermo e ciò è dovuto al tempo.
Il mondo é in divenire e chissà che tempo farà domani.
La grandezza è un elastico e uno la tira e se la tira fin e come che gli pare :Tira Tira e
tiritera.