Se ne ricava divertimento e immagini dalle storie lontane dalla realtà, ‘fuori luogo’ appunto perché in nessun luogo. Si tratta di vere e proprie esplorazioni sulle immagini catturate, ritagliate e a volte conservate con rigore che rimangono in attesa di essere giustapposte con pazienza per poter illudere lo sguardo. Sono indagini sul concetto di armonia e di bellezza con un’attenzione forte
Apparizioni simultanee e automatiche alcune, e contaminazioni pericolose altre, queste immagini visibili tanto negli originali – piccoli e curatissimi quasi maniacali- quanto in copie formato manifesto. Le opere esposte in libreria dialogano e lanciano forti provocazioni ai libri e all’attività ‘commerciale’ che qui quotidianamente si svolge.
Il lavoro del collage è sostanzialmente quello di riconoscere la forma in quanto veicolo di emozioni e di astrarre dalla forma colorata solo quell’informazione alla quale si è interessati. Quando, invece, dal collage si procede ad una stampa formato manifesto, trasformato in ‘oggetto’ dal compensato, si ottiene una sorta di filtro che Timo usa tanto per tenerci lontani dalla motivazione iniziale e personale che l’ha creata, quanto per allargare la sfera di questo vissuto agli altri. Le immagini computerizzate avrebbero sicuramente creato molta più fantascienza con minor sforzo ma il fascino del collage originale nel quale sono visibili i passaggi da una carta all’altra e la forza di un taglio millimetrico e preciso non lasciano dubbi circa l’ampio spettro delle possibilità offerte dalle riviste.
Inoltre, con questa mostra, la libreria Einaudi torna ancora una volta a riproporre la pagina scritta o ciò che vi è intorno alla pagina anche quando Timo afferma che i suoi manifesti, in quanto tali, potrebbero contribuire alla nascita di una rinnovata consapevolezza che si avvale di un libro solo ed esclusivamente per l’interesse suscitato dalla pagina di copertina!
matilde puleo
mostra vista il 20 ottobre 2002
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