Tuscia electa, terra di Toscana eletta o, più propriamente, scelta e destinata ad accogliere, sempre meno temporaneamente, opere di arte contemporanea. Questa quarta edizione, curata e seguita da Arabella Natalini e dal suo gruppo di giovani collaboratori, ha avuto un’anteprima autunnale nell’installazione della scultura di Antony Gormley nella Torre dell’Acqua di San Casciano.
Domani e dopodomani, nei comuni “eletti” del Chianti fiorentino e senese, le inaugurazioni delle opere e delle installazioni. Il dialogo tra arte contemporanea e paesaggio antropizzato, tra artisti foresti e indigeni, è in corso già da tempo. Negli ultimi mesi i dieci artisti selezionati dalla curatrice hanno percorso il Chianti e scelto i luoghi
La mappa del contemporaneo nel Chianti fiorentino vede, secondo il programma del primo giorno di inaugurazione, oltre alla già citata opera di Gormley, l’installazione di Massimo Bartolini a Tavarnelle, le interazioni sonore e ambientali di Renée Green all’Impruneta e quelle più articolate e immaneneti di Alicia Framis a Greve. Qui, nella piazza principale, Franco Vaccari, con un omaggio al navigatore Giovanni da Verrazzano, propone un inaspettato ponte visivo tra la Toscana e New York mentre altri collegamenti, fisici e concettuali, saranno svelati dal lavoro di Cesare Pietroiusti che ha “musealizzato” il quotidiano.
Secondo giorno di inaugurazione nella provincia di Siena: altri paesaggi, altri artisti. A Gaiole Nicola Pellegrini, con un’installazione in movimento su e giù per il Chianti, interpreta alla lettera il significato profondo di questo progetto; a Radda, con un’opera che stuzzica l’idea di una installazione definitiva, Eva Marisaldi ridisegna lo spazio urbano; a Castellina
Nel mese di giugno partiranno i progetti speciali a Firenze con Paola de Pietri a Palazzo Strozzi e Massimo Bartolini al Forte Belvedere.
Contestualmente prende il via Innesti doc, rassegna di giovani artisti toscani curata da Bona Baraldi e giunta alla sua terza edizione.
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pietro gaglianò
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