Avete in mente di organizzare un evento espositivo, performativo, creativo o interdisciplinare? Preparatevi a dover compilare lunghe domande, a dover presentare progetti agli enti locali, a dover creare una rete fittissima (e di solito fittizia) di partnership. E sperate per il meglio.
Il fundraising culturale oggi finisce per puntare su i di finanziamento pubblico (europeo, regionale, provinciale o comunale, meno spesso ministeriale) che attingono a budget solitamente limitati e legati ad una serie di regolamentazioni dettate da motivi essenzialmente politici. Che finiscono per imbrigliare l’estro di curatori e artisti con effetti negativi sui risultati finali. I fondi sono assegnati tramite bandi a tema, spesso incentrati su questioni sociali o territoriali. Infine i progetti di piccole dimensioni tendono ad essere scartati, secondo una politica non necessariamente opinabile, ma comune sia agli enti pubblici che alle fondazioni bancarie.
Ma esiste la terza via. Ed è quella seguita con intelligenza e successo dall’associazione Corporè, di stanza a Pisa. Un gruppo di creativi di campi differenti -design, grafica, scultura, fotografia, arti performative, moda- ha ideato un progetto a lungo termine, con l’idea di proporre una percezione alternativa del fisico femminile. Dal maggio 2005, l’associazione propone eventi dedicati a parti differenti del corpo, parti spesso trascurate dall’iconografia pubblicitaria e stereotipata della donna. Così, sotto il titolo complessivo Perché il corpo, si sono già svolti quattro eventi –Legami/Legàmi, Hotel P., Bizarre e Intermezzo– e se ne attendono altri quattro. Con i soldi di chi? La provincia si è limitata a offrire gli spazi espositivi.
Ma la città ha dimostrato un costante coinvolgimento. Così ristoranti, negozi, teatri hanno deciso di prendere parte attiva all’iniziativa: non hanno contribuito come sponsor, offrendo fondi, ma fornendo i costumi, i materiali, gli spazi necessari agli eventi. In occasione di Purificatory food, nel ciclo di Intermezzi, il Cinema Teatro Lux ha aperto al pubblico un grazioso giardino sul retro che è stato così apprezzato dai frequentatori del teatro, da spingere i gestori ad organizzarvi anche successivamente serate ed aperitivi. I ristoranti del centro storico pisano hanno ideato menu su misura per Purificatory e per Eden’s food, allargando il pubblico delle mostre oltre i confini dello spazio espositivo; caffè e sale da the hanno messo a disposizione pietanze ed assaggi. Si tratta di una forma di fundraising creativa, fantasiosa, che cerca di valutare l’effettivo ritorno, d’immagine e di pubblico, a vantaggio degli sponsor. E che riesce a mettere in piedi una serie di collaborazioni reali e fruttuose a vantaggio della riuscita del progetto.
Gli eventi di Perché il corpo trovano una formula estremamente accattivante, grazie alla quale possono proporre ad un pubblico non specializzato performance, installazioni interattive e situazioni espositive non sempre accettate dai non addetti ai lavori. Gli eventi avvengono solitamente la sera, si mascherano da occasione sociale, diventano motivo d’incontro. Rispondono, in sintesi, alla domanda del pubblico locale, che va in cerca di eventi non banali. Creativi e ricreativi al tempo stesso.
silvia bottinelli
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