A distanza di pochi giorni, i fatti essenziali –il tam tam dell’arte funziona egregiamente- sono ormai noti: il ciuchino (tassidermico) seduto nell’atrio della facoltà, la lectio magistralis declamata da un Fabio Cavallucci un po’ emozionato e un po’ stentoreo e il coup de théatre dell’ingessatura –collo, spalla, braccio- trionfale e posticcia.
Lui –è chiaro di chi stiamo parlando- è Maurizio Cattelan (Padova, 1960), un po’ meno enfant terribile adesso che è neodottore, l’evento è appunto la sua laurea ad honorem, conferita dalla Facoltà di Sociologia dell’Università Trento.
Cerimonia –questa- che si svolge nell’attiguo palazzo della Filarmonica, puntuale e solenne, come da copione: laudatio pronunciata da Karl-Siegbert Rehberg (visiting
Mentre Cavallucci legge, Cattelan opportunamente togato offre il profilo migliore (!): sarà l’ingessatura, sarà l’inedito contesto accademico, ma la posa è degna di un busto marmoreo. Per il resto, quel che si sente in parte era facilmente prevedibile, il finale vira verso il nostalgico passando in rassegna trascorsi scolastici turbolenti, compiti regolarmente copiati, fino alla mamma, che ribadisce l’importanza del fatidico pezzo di carta. E quando in chiusura l’artista avanza l’ipotesi che in fin dei conti questo club accademico non sia poi così esclusivo, visto che ha ammesso anche lui, non possiamo fare a meno di farci tornare in mente il piccolo, geniale Charlie, mentre scorazza in triciclo durante il vernissage della Biennale. Roba da zero in condotta.
Fuori dalla facoltà solito bailamme di facce note, saluti, chiacchiere e fotografie. Un breve discorso presenta l’asinello impagliato, che resterà seduto appena sotto lo scalone fino a fine settembre: personaggio ricorrente nell’iconografia di Cattelan, qui ha l’aria un po’ strafottente –lui somaro ed opera d’arte, in mezzo ai dottori- nonostante l’apparenza compita.
articoli correlati
Charlie ai giardini della Biennale
Cover Theory
arte del gioco
mariacristina bastante
A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…
Al Complesso di San Giovanni di Catanzaro, un progetto espositivo che mette in dialogo i linguaggi dell’arte contemporanea con l’immaginario…
Nel suo ultimo volume, edito da Gli Ori, Nicolas Martino traccia un atlante dell’epoca contemporanea, dal Sessantotto alla Pandemia, rileggendo…
Dopo il Padiglione chiuso del 2024, Israele torna alla Biennale Arte di Venezia con un progetto di Belu-Simion Fainaru ma…
Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.
La Galleria Anna Marra di Roma presenta una collettiva femminile opulenta, che ricorda e rielabora la figura della mitica Joséphine…
Visualizza commenti
Non conosco l'artista proposto. Mi hanno colpito le analogie con la mia vicenda personale/accademica. Io ho sostenuto il mio esame di Specializzazione post-lauream (vero) appena qualche giorno dopo la rimozione di una poderosa ingessatura toraco-brachiale. Ho una passione per gli asinelli (veri) tanto che ne ho fotografato uno, abitante l'isola di Marettimo. Io non sono un artista, però.
ma adesso anche la laurea ad honorem? se non ha nemmeno 44 anni...