Categorie: trento bolzano

fino al 14.XII.2003 | Scultura lingua morta. Scultura nell’Italia fascista | Rovereto (tn), Mart

di - 11 Novembre 2003

Avanguardia e restaurazione sono i due aspetti che caratterizzano le tendenze artistiche del periodo storico che va dal 1920 al 1940: da una parte una prorompente spinta alla modernità, alla civiltà delle macchine, alla dissoluzione elettrica del Futurismo; dall’altra l’albore di un nuovo classicismo, fatto di sogni imperiali, solidità plastiche, ritorni all’ordine. Tendenza, quest’ultima, preferita presto dalla retorica di regime, che –sia ben chiaro- nulla inventò, limitandosi a coinvolgere nelle proprie creazioni ideologico-propagandistiche tendenze e poetiche già in atto. Sfogliando riviste come Valori Plastici (1918-1921), risulta infatti evidente la precocità di questo ritorno alla concretezza delle cose rispetto alla presa di potere di Mussolini, che si limitò a condividerne parte degli intenti e soprattutto ad indirizzarne gli esiti.
Questo ritorno all’ordine sviluppa in scultura, pur in una diversità di soluzioni, temi e intenti spesso comuni e senz’altro più omogenei di quelli portati avanti negli stessi anni in pittura, dove in una stessa mostra del gruppo di Novecento si potevano trovare le soluzioni pressoché opposte di Sironi e Tosi. Profonda è soprattutto l’immersione nel tema della classicità, una classicità che coinvolge le forme come i contenuti, che presenta un’umanità idealizzata, sia essa quella pura, neogiottesca, come nelle opere di Giacomo Manzù e soprattutto di Marino Marini, sia essa quella che incarna un ideale di forza e potenza, come nel massiccio e retorico Pugilatore di Romano Romanelli. Una classicità che è anche sogno d’impero, e Mussolini non tarderà a proporsi come novello Augusto, seppur i suoi stucchevoli fasti ricordano più i retorici affreschi del Tiepolo a Würzburg per il decadente Carl Philipp von Greiffenklau che la ritrattistica di autentici condottieri d’imperi. A tal proposito vanno osservate le raffigurazioni della Vittoria: quella mastodontica di Lina Arpesani, tema per eccellenza classico, alla quale si affiancano le raffigurazioni di statue equestri, come quelle dal vago primitivismo di Libero Andreotti, o quelle plasticamente più mature di Arturo Martini. Una classicità questa che, pur nelle forme della modernità, non trascura il dettaglio archeologico, come nella base istoriata del David di Mirko Balsaldella, né è dimentica di funzioni commemorative particolari, come quella funeraria. Caso a sé la stanza dedicata a Othmar Winkler, artista nordico anche nell’uso dei materiali –qui vediamo le sue opere in legno- e dove (apriamo una sottile polemica) la presentazione minimalista delle didascalie ha raggiunto il culmine dell’astrusità.Squisitamente moderni invece ilSenza Titolo di Fausto Melotti, nel quale geometria e mitologia si compenetrano in cromatici candori musivi, ma anche la Medusa di Lucio Fontana, “esplosa” nel grès, che sembra aprire al suo periodo barocco; insomma, crollano gli imperi, ma non certo il divenire delle arti.

articoli correlati
L’arte e il consenso nell’Italia fascista
L’architettura di quel tempo
bibliografia
G. Armellini, Le immagini del fascismo nelle arti figurative, Milano, Fabbri, 1980

duccio dogheria
mostra visitata il 1 novembre 2003


Scultura lingua morta – Scultura nell’Italia fascista
a cura di Penelope Curtis
Mart Rovereto Corso Bettini, 43
Infoline 800 – 397760
Tel 0464 438887
martedì – mercoledì – giovedì dalle 10:00 alle 18:00
venerdì – sabato – domenica dalle 10.00 alle 21:00
Ingresso: Intero 8 € – Ridotto 5 €
Catalogo bilingue italiano-inglese
www.mart.trento.it
info@mart.trento.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Addio a VALIE EXPORT, pioniera della body art e dell’arte femminista

È morta a Vienna, nel giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, VALIE EXPORT: figura centrale della performance art, ha trasformato il…

14 Maggio 2026 23:06
  • Musei

Lorenzo Balbi sarà il nuovo direttore della rete dei Musei di Verona

Dopo quasi dieci anni alla guida del MAMbo, Balbi termina l'incarico bolognese passando alla guida della articolata rete museale di…

14 Maggio 2026 19:57
  • Bandi e concorsi

Nuovi pittori italiani a Londra: aperta la call Artist in Residence 2026

Artist in Residence 2026: ancora pochi giorni per candidarsi al programma di residenza promosso da Camberwell College of Arts, University…

14 Maggio 2026 17:20
  • Mostre

Tutto l’oro di Georg Baselitz. I suoi ultimi lavori in mostra alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia

Alla Fondazione Giorgio Cini Eroi d’Oro ripercorre gli ultimi lavori realizzati da Georg Baselitz prima della sua morte. La mostra,…

14 Maggio 2026 16:30
  • Mostre

Giuseppe Stampone in mostra alla Prometeo Gallery con “Saracinesche”

La mostra di Stampone, aperta fino al 29 maggio presso la galleria milanese, è accompagnata da un testo critico di…

14 Maggio 2026 16:30
  • Progetti e iniziative

Con MOUE Festival, il design “fuori fuoco” torna ad attraversare Foggia

Entra nel vivo la seconda edizione di MOUE, il Festival della Grafica Sociale che anima Foggia con mostre, laboratori, talk…

14 Maggio 2026 15:35