La mostra AlterEgo ritratto è la prima parte di un progetto ben più ampio, il cui nucleo è incentrato sulla rappresentazione del sé. Il termine alter ego abbraccia il tema dell’identità e in questo caso lo collega al territorio, mettendo in evidenza quelle personalità dell’arte che con il loro lavoro, o con il loro semplice passaggio, hanno segnato momenti di particolare interesse nella storia del luogo o dei suoi personaggi. È proprio quest’ultima modalità espressiva ad essere presa in considerazione da questa prima mostra, dove dieci incisioni cinquecentesche di Albrecht Dürer, provenienti dalla Dürer Haus e dal Germanische National Museum di Norinberga, si affiancano all’autoritratto giovanile di Giovanni Segantini e alle enigmatiche opere di Greta Frau.
I lavori selezionati mettono in evidenza i diversi aspetti della ritrattistica. Le opere di Albrecht Dürer (1471-1528), tra i maggiori innovatori
Ed è proprio la rupe arcense che sottolinea il legame tra l’artista del passato e la pittrice contemporanea (o pittore?): il ritratto della trancia GP 256, realizzato da Greta Frau, è apparso installato in occasione dell’apertura della mostra sulla stessa roccia segnata da Dürer durante il suo passaggio. Recuperato durante una complessa performance di freeclimbing, il quadro verrà riappeso sulla parete rocciosa al termine della mostra. Nata -secondo la “leggenda”- a Colonia nel 1942 (ma alcuni dicono nel 1952, altri nel 1962) Greta Frau, predicatrice di
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alessandra giacometti
mostra visitata il 20 aprile 2005
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