La mostra, organizzata dalla
Serpentine Gallery e già presentata a Rochechouart (Francia), approda in Italia
in un periodo che non poteva essere più opportuno. Dopo un’estate esasperata da
continue crociate mediatiche e un autunno che comincia all’insegna della
spettacolarizzazione televisiva della cronaca più drammatica, l’opera di
Metzger giunge come gradita discussione su situazioni che l’artista
problematizzava già decenni fa.
Il cumulo di giornali che
accoglie il visitatore all’ingresso della galleria, oltre a parlare di rifiuti
e problematiche ambientaliste, analizza proprio l’assurdo paradosso per cui a
una situazione di estrema connessione informativa corrisponde spesso
l’impossibilità di comprendere realmente il mondo che ci circonda. Quando la
saturazione di notizie agisce come fumo negli occhi per la nostra capacità di decodifica,
la risposta sta nella responsabilità del singolo, in un atteggiamento attivo e
in un approccio dialettico. Per questo, nell’installazione Mass Media, il visitatore viene invitato a selezionare e ad appendere
alla parete ritagli di giornali per creare archivi personali: “Build up archives of your own, and keep
learning, understaning”.
Lo stesso accade nei riguardi
della storia. Metzger, da ebreo-polacco scampato al nazismo nel 1939, presenta
le sue Historic Photographs sugli
orrori del Novecento dietro cortine, tendaggi e coperte, richiedendo un’azione
attiva all’audience e rappresentando la facilità con cui la storia, dietro i
veli del tempo, può tramutarsi in oblio. Anche dopo aver accettato l’invito
dell’artista a scostare questi veli, la visione che si ottiene è comunque
parziale e frammentaria, segno che l’impegno richiesto è ben maggiore di quello
simbolico necessario in mostra.
C’è spazio infine per i lavori
storici, legati ai manifesti dell’arte auto-distruttiva e auto-creativa degli
anni ’60, dove si vede come le categorie di distruzione e creazione risultino
in realtà profondamente connesse. Si va dalle prime dimostrazioni a base di
nylon e acido (praticamente un Fontana
più chimico e aggressivo) fino all’installazione immersiva Liquid Crystal Environment: un lavoro da fruire con calma, in cui
tecnologia, chimica e temporalità concorrono a creare un’opera affascinante, in
continuo mutamento.
Le problematiche del consumismo,
dell’inquinamento, della minaccia nucleare, della guerra, della storia e
dell’informazione vengono sempre affrontate sia su un piano generale
politico-sociale che su un livello particolare di responsabilità individuale.
L’epilogo, con il video Power to the
People, è nel segno dell’ottimismo: i giovani possono fare la storia.
Curioso che sia un vivace 85enne a ricordarcelo.
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mostra visitata il 7 ottobre
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dal 7 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011
Gustav Metzger – Decades 1959-2009
a cura di Andrea Viliani ed Elena Lydia Scipioni
Fondazione Galleria Civica
Via Cavour, 9 – 38122 Trento
Orario: da martedì a domenica ore 10-17
Ingresso libero
Catalogo Koenig Books
Info: tel. +39 0461985511; fax
+39 0461237033; info@fondazionegalleriacivica.tn.it; www.fondazionegalleriacivica.tn.it
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