Categorie: trento bolzano

fino al 16.XI.2003 | Identità e ricami – Donne in un deserto indiano | Bolzano, Galleria Civica

di - 5 Novembre 2003

Con immagini fotografiche, un video di documentazione e le opere tessili di alcune popolazioni indiane lo spazio bolzanino affronta la tematica del ricamo come espressione di un’identità non sempre riconosciuta. A comunicare questa difficoltà attraverso l’uso della pratica antica sono Jat, Sodha, Meghwar, Mutwa e Rabari. Sono le principali tribù discendenti dai nomadi dell’Asia centrale che si sono insediate da oltre duemila anni nel deserto della zona occidentale dell’India. Vivono di pastorizia, del poco che riescono a raccogliere da una terra arida e le donne, oltre alle usuali mansioni, ricamano. Le bambine non vanno a scuola, ma vengono indirizzate al ricamo, indispensabile per la dote. “Se la dote è troppo povera – testimonia una donna nel documentario proiettato nella mostra ad accompagnare i tessuti presenti – i suoceri bruciano la ragazza”. La prevalente religione Musulmana relega infatti la donna all’ultimo gradino della scala sociale, considerandola un mero mezzo per la procreazione e una serva del maschio. Di stampo fortemente patriarcale comunque sono anche quei gruppi etnici che professano l’Induismo. E il mercato dei tessuti, che ha preso il via circa una ventina di anni fa, dà visibilità al frutto di questa pratica, a lavori che inevitabilmente attraggono per la loro spettacolare fantasia e giocosità, sia nel disegno che nell’abbinamento dei colori delle stoffe ritagliate e cucite. Colori e colori si intrecciano, il rosso con il verde e il giallo, il bianco col nero, come se le sfumature non esistessero. Ad aumentare la vivacità e l’immediatezza sono poi piccoli specchietti, inseriti per riflettere la violenza dei raggi del sole del deserto del Kutch. La brillantezza e la dedizione di cui sono testimoni, il lavoro senza tempo, continuo, di mani altamente esperte, non possono che coinvolgere. Il punto estremamente fitto parla infatti di una tradizione che ha trasformato la propria prigionia, sia sociale che territoriale, in vanto e ricchezza. Sembra quasi che il Kuchi, lingua solo orale, abbia trovato una sua forma tramandabile proprio nel ricamo.
La mostra dove vengono presentate queste opere tessili è stata realizzata in collaborazione con la Cooperativa Indiana Kutch Mahila Vikas Sangathan (KMVS), l’Organizzazione per un Mondo Solidale e la Biblioteca Culture del Mondo. La curatrice Simona Stoppa l’ha concepita in seguito al terremoto nel gennaio 2001 che ha fortemente colpito la zona, per offrire alle artigiane la possibilità di un’entrata capace di risollevare una situazione economica estrema.

articoli correlati
India – la Grecia dell’Asia
La mostra sul ricamo al Mart
Le montagne fotografate da Flavio Faganello alla Civica

anny ballardini


Identità e Ricami – Donne in un deserto indiano
a cura di Simona Stoppa
Galleria Civica
piazza Domenicani 18 Bolzano
0471.997588 – 0471.977855
mar_dom 10/13 – 15-19.30
ingresso libero


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Una performance è per sempre: a Cavalese la prima edizione di Performa

Cosa resta di una performance? A porre la domanda, e a darne la risposta, è la stessa direttrice Elsa Barbieri,…

24 Aprile 2026 21:43
  • Progetti e iniziative

Due visioni del Mediterraneo: Salvador Dalí e Alessandro Valeri in dialogo a Matera

Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador Dalí e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…

24 Aprile 2026 19:00
  • Mostre

Una mostra a Venezia ci porta nella camera dove Freud scrisse la sua opera più famosa

Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterà una…

24 Aprile 2026 17:30
  • Mostre

Cœur à Barbe: se Man Ray va dal barbiere

Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…

24 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quando l’algoritmo entra nei campi: Cao Fei a Fondazione Prada Milano

A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…

24 Aprile 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Turner Prize 2026: chi sono i finalisti dell’importante premio d’arte contemporanea

Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…

24 Aprile 2026 14:01