Ditelo –è il caso di dirlo- con un fiore. Succede in Trentino dove sei artisti hanno integrato alle proprie realizzazioni con l’elemento vegetale, nelle isole di verde affidate ad ognuno ed inserite temporaneamente nel tessuto urbano, o meglio quello pseudo-urbano, essendo Cles a tutti gli effetti un paese, anche se nucleo commerciale, religioso, politico ed economico di un’intera vallata.
La rivalutazione indiretta va alla lunga tradizione storica dei giardini, sia in contesti occidentali in cui ricomincia a sentire sempre più la necessità, che in quelli orientali dai tempi e riti rallentati e meditati. La finalità diretta invece dell’esposizione è di raggiungere un pubblico che esuli dagli usuali frequentatori di gallerie, infatti le sei opere sono installate nel cuore della cittadina. Eppure i temi trattati non sono facili e riappacificanti e creano quell’imput necessario ad adempiere lo scopo di qualsiasi ricerca impegnata.
Il lavoro di Stefano Cagol, Stars & Stripes, insieme a quello di Arthur Kostner Green codex, collocati in pieno centro di fronte all’antico municipio, risultano complementari e distinti. In Cagol, una bandiera americana di fiori bianchi e fiori rossi, prevale l’elemento concettuale, mentre in Kostner quello visivo e dogmatico, divenendo con il verde del tappeto erboso e la gradazione cromatica del legno attrazione dei più piccoli e ripensamento per gli altri. Terrestrial Helmet, scultura in resina di Davide De Paoli, parla di un linguaggio ludico o dissacrante, pregno di possibilità invitanti come al contempo evoca nel titolo un oggetto di difesa, della natura contro la realtà attuale. E’ forse Paolo Dolzan a risultare conturbante con la sua Testa di bimba, sorta di aborto genetico in gesso e canapa posizionato su di una lastra metallica. La Vegetal Machine di Ulrich Egger, macchinario arrugginito che produce tappeti d’erba nel centro del paese, non abbisogna invece di ulteriori commenti. Last but not least, The androginal guard di Bruno Lucchi. Le figure di Lucchi in bronzo si distinguono per il carattere androgino, e qui una guardia rivolta verso la chiesa e la strada principale che conduce o allontana dal paese, risulta nel verde come un’entità protettiva, una guardia a tutela.
La mostra nasce dall’intelligente sinergia degli interessi di Aspart, l’associazione dei galleristi trentini, con il Comune di Cles e la collaborazione delle fiorerie del luogo.
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