Categorie: trento bolzano

fino al 22.I.2011 | Chto delat? | Bolzano, ar/ge Kunst

di - 17 Dicembre 2010
Chto delat?
(San Pietroburgo, 2003) è il collettivo artistico pietroburghese presente
all’ar/ge Kunst di Bolzano con la sua prima personale. Un lavoro a metà fra
arte e attivismo politico, che vuole risvegliare le coscienze come il Che fare? di Lenin.
Ispirandosi ai grandi
tragediografi greci, si presenta una trilogia di video tra cui l’inedito Tower Songspiel, coprodotto dalla
galleria. Attraverso una rappresentazione simbolica è messo in scena un mondo
in preda alle contraddizioni, che rende vano ogni tentativo di costruire una
società più giusta.
Alternando momenti di prosa a
momenti musicali e cantati, lo spettatore è posto di fronte a rilevanti
questioni politiche e sociali, come nel teatro di Brecht. Il linguaggio si fa simbolico, così come in uso presso
politici e governanti. E le figure finiscono nei wall drawing della prima sala,
intesa come una sorta di pantheon di riferimenti culturali e politici.
Nel primo lavoro, l’hobbesiana
definizione homo homini lupus è
calata nelle speranze infrante della generazione-Perestroika. È la storia di
cinque eroi, delle loro speranze rimaste irrealizzate: un democratico
idealista, un nobile uomo d’affari, un eroico rivoluzionario, un amaro
nazionalista e una donna che può far finalmente sentire la propria voce.
In quella fase di transizione in
cui la tirannia era caduta, strette di mano tra i cinque per stabilire accordi
tra pensieri e teste diversi. Il coro, più commentatore che narratore, fa
emergere i punti di controversia.

Il pericolo del connubio tra money and power preannuncia infatti il
disaccordo finale: il momento di massima unione è toccato dallo scendere in
piazza ma è presto disgregata da bambine-lupo che aggrediscono i personaggi.
In Partisans Songspiel teatro popolare e danze zingaresche ricreano
l’atmosfera della Belgrado contemporanea. Il coro è la voce dei partigiani, del
loro profondo distacco dalle nuove generazioni. Rimarranno monumento di pietra
e non più coscienza del popolo. Ancora una volta, a essere rappresentate sono
diverse condizioni sociali accomunate dal destino di essere scomode al processo
di modernizzazione di Belgrado. “Ripulire
la Serbia
” è l’interesse della classe dirigente per integrarsi nel mercato
globale. Colpisce la danza del dito amputato di un operaio come lo era Lulù nel
film La classe operaia va in paradiso.
Il coro cita il massacro di
Srebrenica, fratelli contro fratelli. Per la vecchia generazione è difficile
trovare nuovi partigiani, in continue contraddizioni che prima venivano
superate dall’amore per il Paese.

Ultimo lavoro della trilogia in
ordine cronologico è Tower: il coro
incarna la forza lavoro. Sul podio: la Gazprom vuole costruire una torre
simbolo della modernizzazione della Russia.
Promessi fiumi di danaro a tutti
i cittadini. Tentativi di corruzione che si spingono nel mondo dell’arte
contemporanea rappresentato da una direttrice di museo e un artista che
vorrebbe ridurre l’arte al silenzio. Un’arte asservita all’industria culturale
diventa la voce del silenzio accondiscendente, contrariamente alla figura di
artista rivoluzionario rilanciata dal collettivo Chto delat?

antonella palladino

mostra visitata il 27 novembre
2010


dal 26 novembre 2010 al 22 gennaio 2011

Chto delat?

a cura di Luigi Fassi

ar/ge Kunst

Via Museo, 29 – 39100 Bolzano

Orario: da martedì a sabato mattina ore 10-13 e 15-19

Ingresso libero

Catalogo disponibile

Info: tel. +39 0471971601; fax +39 0471979945; info@argekunst.it www.argekunst.it

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