Berlino è una metropoli che si ridisegna in continuazione, una città in costante cambiamento, dove ogni palazzo in costruzione, ogni evento, ogni vita nascondono illimitate possibilità di sviluppo. Cinque fotografi contemporanei, che vivono e lavorano a Berlino, hanno scrutato i mille volti della città, ognuno da un’angolazione differente, e hanno disegnato una mappa identitaria variopinta e multisfaccettata.
Weibke Loeper pone la sua attenzione su Berlino Est. Contrappone due piani temporali relativi al medesimo spazio fisico. Prende immagini della sua infanzia e fotografa nuovamente lo stesso luogo oggi. In Moll
Anche nei lavori di Jens Leibchen lo spazio diviene elemento costitutivo dell’immagine. Leibchen infatti ha ambientato le sue fotografie all’interno del Reichstag, uno dei numerosi edifici pubblici di nuova costruzione in città. In questa cornice ha immortalato artisti come Katharina Sieverding, Jenny Holzer e Gerard Richter davanti alle loro opere. Ne risulta un equilibrio formale che vede l’artista ritratto in basso, piccolo rispetto alla grandezza dell’opera e al rigore dell’architettura.
Nella serie …you and me di Christian Rothmann ritroviamo la città come sfondo. Egli ha fotografato quella che il curatore Matthias Harder definisce “una Berlino non ufficiale”: la Berlino colorata delle Love Parade, della vita notturna, della gente per strada. In queste immagini ha creato una sorta di ritratto nel ritratto, giocando con la fusione tra osservato e osservatore: un autoritratto dell’artista è infatti tenuto in mano da chi viene fotografato.
Gerhard Kassner espone la serie di dittici dal titolo Gesichter und hände. Si tratta di fotografie di volti immortalati in primo piano e frontalmente. Nella seconda immagine di ogni dittico il protagonista si copre il viso con le mani. In questo gioco del mostrare e coprire, la personalità viene osservata in profondità
Anche Jürgen Baumann propone un ritratto. Ha fotografato un artista di Berlino, ma da un punto di vista singolare: ha inquadrato da vicino le porzioni della sua pelle occupate da nei, grandi o piccoli. Nel lavoro finito ogni immagine è ingrandita, resa al negativo e messa accanto a un’altra simile. Appare in questo modo una sorta di firmamento dove i nei sono stelle luminose in un cielo scuro, oppure città illuminate in una pianura vista dall’alto di un volo notturno.
Queste visioni della mutevole Berlino in mostra a Bolzano faranno il giro del mondo: sono infatti già state esposte presso la Plaza Gallery di Tokyo e partiranno alla volta del Palais für Aktuelle Kunst di Glükstadt.
Mariella Rossi
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