Si
tratta di un’esposizione nodale sia per fare il punto su un movimento
storicizzato ma ancora poco visto in Italia, sia per tributare i degni onori
alla figura di Giuseppe Panza (Milano, 1923-2010): intellettuale e collezionista
scomparso da pochi mesi, che ha lasciato al mondo dell’arte un raro esempio di
intelligenza e amore.
progetto, già sviluppato nel 2008, è stato curato dallo stesso collezionista,
indicando opere, modalità di allestimento e presentazione.
Se
l’arte concettuale si è guadagnata negli anni la nomea di linguaggio difficile
e freddo, i lavori in mostra smentiscono questo assunto. Le frasi di Panza
accompagnano le opere fornendo chiavi di lettura e donando all’ambiente un tono
silenzioso e raffinato, mentre l’esperienza di visita, calda e avvolgente,
diventa un monumento a ciò che ci rende umani: il pensiero, la riflessione, la
comunicazione. Indagando le strutture della mente, gli artisti esposti svelano
le sottili prigionie del nostro intelletto e mettono in luce la nostra
insaziabile tensione verso la verità.
La
chiarezza del percorso è assicurata da un allestimento pulito e lineare dove
ogni artista è presentato autonomamente, senza interferenze, con sale vuote tra
un nucleo e l’altro per lasciar spazio a pensieri e suggestioni. Le diverse
declinazioni con cui il concettualismo si presenta hanno poi il merito di
opporsi al principio omologante con cui si pretende di unificare sotto un’unica
etichetta artisti che hanno percorsi diversi e autonomi.
Così,
se l’utilizzo delle parole per Robert Barry e Weiner, assieme alle definizioni di Kosuth e ai grafismi della Darboven, rappresentano l’ala linguistica
del concettualismo, personalità come Fulton e Tremlett dimostrano inaspettate
contaminazioni con la Land Art. Robert Irwin mette in scena un’affascinante
arte ambientale e percettiva, mentre Dibbets e Vimercati si affidano al medium
fotografico: il primo per raccontare lo scorrere del tempo, il secondo per
esprimere l’anima delle cose attraverso intensi scatti ravvicinati. Peter
Wegner utilizza
invece il monocromo per connettere il mondo industriale con la poesia del
paesaggio naturale.
Particolarmente
coinvolgenti risultano i disegni progettuali di Sol LeWitt, aderenti all’impianto
architettonico e finemente smaterializzati nel white cube; come anche i lavori
di Ian Wilson,
in grado con un semplice attestato di evocare un universo immateriale di idee e
rapporti.
Sono
opere fatte di assenze, ma che proprio grazie alla loro qualità negativa riescono a mettere al centro
della discussione noi stessi, i nostri pensieri e la nostra vita.
La
morte del Conte
Giuseppe
Panza. Un modello di collezionismo
Il
tributo del Museo d’Arte di Lugano
gabriele
salvaterra
mostra
visitata il 23 settembre 2010
dal
24 settembre 2010 al 27 febbraio 2011
Conceptual
Art. The Panza Collection
a
cura di Gabriella Belli e Richard Koshalek
MART – Museo di Arte moderna
e contemporanea di Rovereto e Trento
Corso Bettini, 43 –
38068 Rovereto
Orario: da martedì a
domenica ore 10-18; venerdì ore 10-21
Ingresso: intero €
10; ridotto € 7
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel. 800397760
/ +39 0464438887; fax +39 0464430827; info@mart.trento.it; www.mart.trento.it
[exibart]
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ALLESTIMENTO MOLTO BELLO MOSTRA DECISAMENTE INTERESSANTE