Il luogo, più che una mirabilia urbis dell’arte trentina, fatta di una accurata selezione di nomi, ha i contorni imprecisi di una babele: centoventi artisti in un insieme affollato, quasi claustrofobico, di emergenti e personalità di spicco, giovani speranzosi ed adulti disillusi, taciturni e validi artisti e polemici pittoruncoli della domenica. Che vorrebbero, naturalmente, una personale al Mart.
D’altro canto, se l’intenzione era quella della veduta d’assieme (ma allora perché negare l’idea di “schedatura”?), inserendo lavori di oltre un centinaio d’artisti in uno spazio angusto come quello di un palazzo storico del centro cittadino, i limiti erano previsti e quindi non si può parlare d’imprudenza. Forse sarebbe stato più corretto
La medesima scelta coinvolge anche lo stesso corposo catalogo, il terzo di una serie sull’arte trentina del Novecento, che inserisce ulteriori nomi e ulteriori opere preferendo all’apparato critico quello illustrativo. Ben duecentoventi immagini sono infatti organizzate non per direzione di ricerca o affinità formale, bensì attraverso una metodica quanto astratta successione cronologica: basti pensare alle due notevoli quanto formalmente simili opere astratte di Gianni Pellegrini, separate da quasi settanta pagine, perché l’una del ‘76, l’altra del ‘93. Utile apparato risulta invece quello biografico, al quale forse andava aggiunta una bibliografia essenziale per ogni singolo artista.
Insomma, come ogni buon bazar, anche quello dell’arte trentina ha qualcosa di buono da offrire. A patto di aver buon occhio.
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Mia cara Silvia, è evidente che tu confondi la mostra a Palazzo Trentini (a Trento) con quella del Mart (a Rovereto).
Carissima Silvia, sei incappata in un grossissimo errore... (pergiunta sei corrispondente di exibart)!!!
La prossima volta verifica meglio!!!
L'artista di cui parli non fa parte di questa mostra. Quindi il commento al tuo collega Dogheria è assolutamente fuori luogo.
Carissima Silvia Bottinelli,
visto che sai una critica (pare), prima di sparare cose assurde, leggi e documentati!!!!
In questa mostra l'artista sopra citata non è presente.
...cose dell'altro mondo....
Mi stupisce che tra i "buoni" tu non abbia citato Anna de Manincor: il suo video è un incanto e la sua partecipazione all'attuale biennale veneziana la dovrebbe porre all'attenzione della cronaca
Perdono, errare è umano...
Silvia Bottinelli ha ragione: non è facile pensare che a distanza di pochi km e nello stesso periodo si facciano due mostre basate sugli stessi presupposti e con molti artisti in comune. Anche io mi sono confusa.
Almeno Silvia Bottinelli ha avuto il coraggio di firmare il suo commento...al contrario di Giordano. Ha paura delle conseguenze di quello che scrive?