Categorie: trento bolzano

fino al 29.I.2011 | Nebojša Despotović | Trento, Arte Boccanera

di - 21 Dicembre 2010
La galleria dell’immaginario di Nebojša Despotović (Belgrado,
1982; vive a Venezia) è tra la parata e
il futuro. L’oscillazione della sua
pittura corre avanti e indietro su questa corda tesa, ma rimane tutta
concentrata sulle tecniche pittoriche utilizzate per arrivare alla
rappresentazione finale, quella che vediamo quando siamo di fronte a un suo
quadro. Ma le origini di questa densa pittura non sono che in una futura
memoria ricostruita, al di là di tutti i contesti e riferimenti esistenziali, e
che manterrà sempre una forte connotazione del presente. Per accedere in questo
modo nella storia, Despotović cerca sempre
immagini inattuali e per questo motivo parte da quelle passate, che trova nei
mercatini: vecchie fotografie, ritagli di giornali o libri illustrati, tutto ciò
che è stato abbandonato, dimenticato, come spesso avviene quando si liberano le
case. Ricordi fondamentali per esistenze che ora non sono più. Despotović le
riporta in vita, ma alterate, rimaneggiate da una pittura che, coprendo
l’originale, stratificandolo, compie quel gesto di verità necessario per
un’operazione artistica. Le figure d’infanzia, i paesaggi, gli interni, gli
oggetti rinascono con una nuova energia, quella che veicola il reale da un
mondo a un altro, e nel quale non ci sono più le leggi valide per la vita
trascorsa. Il passaggio attraverso lo specchio è stato realizzato; ora siamo
nel pieno incrocio degli sguardi. Le figure guardano lo spettatore e lo
spettatore incontra lo sguardo delle figure.


Queste figure infantili (Bucket, Secret garden, Illuminatig child, Il guanto, Two white dressed
potraits
, Untitled, Timesteps, Chair, Lipstick, Cavaliere errante), realizzazioni tutte
di quest’anno, restano in posa, ma si sente la forza del loro sguardo e vanno
oltre a chi li guarda perché alludono, per l’atmosfera presente, al futuro. Dal
passato, da cui sono emerse casualmente, con la sua pittura, ha saputo
traghettarle in forma di enigma nel presente. Strati su strati di colore,
prevale il grigio e il rosa delle carni, dimostrando ancora la forza attuale
dello statuto della pittura. Le pennellate sulle immagini originarie, che qui
si vedono bene, sono la traccia forte del gesto. Nulla di queste figure
rappresenta più le loro vite, qui la pittura ha trasfigurato il passato per un
presente e un futuro inquietante. I colori cupi delle figure travestite con
divise militari o con costumi dei tempi andati rimandano ai tempi di guerra, ma
richiamano anche gli echi bellici recenti della terra dell’artista e non
dimenticati. Alcune figure giocano, come la bambina con il cane che da lei è
cavalcato, altre ai loro piedi hanno una piccola palla rosa e immobile, ma nessuno
rimanda a un’innocente situazione ludica. Qui il gioco c’era, ma si è come
improvvisamente interrotto: non si gioca più, e la pittura vuole raccontare
proprio questo.


Anche i paesaggi scuri, notturni, lasciano intravedere
degli accadimenti avvenuti. Episodi rimossi, nascosti, di cui nessuno vuol
parlare, come in Luogo del rimosso.
L’assenza di rappresentazione è più forte della narrazione, e mai come in Despotović la pittura ha compiuto questo strappo.
L’immagine ha abdicato proprio nel momento in cui è dilagata in favore della
pittura.

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ad Asolo

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mostra visitata il 13 novembre 2010


dal 13
novembre 2010 al 29 gennaio 2011

Nebojša
Despotović – Velvet Glove

a cura di Daniele Capra

A.B.C. – Arte Boccanera Contemporanea

Via Milano, 128 – 38100 Trento

Orario: da martedì a sabato ore 11-13 e 16-19

Ingresso libero

Catalogo disponibile

Info: tel./fax +39 0461984206; arteboccanera@gmail.com;
www.arteboccanera.com

[exibart]

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