Con questa mostra dedicata a Boetti il Mart inaugura, negli spazi adiacenti alla propria biblioteca, una serie di eventi dedicati ai libri d’artista. Il prossimo appuntamento? Gia programmato: Le Corbusier. Il fatto non deve sorprendere. Il Mart, oltre ad essere una pregevole sede espositiva ed un’importante raccolta d’arte, possiede una delle più importanti biblioteche d’arte del Novecento in Italia, specializzata in particolar modo sul futurismo e la poesia visiva.
In mostra sono esposti i principali lavori a stampa di Alighiero Boetti (1940-1994), alcuni dei quali rientrano appieno nelle sue “classiche” ricerche sulle classificazioni e sui cifrari segreti. E’ questo il caso dell’arcinoto Classifying the thousand longest rivers in the world, realizzato in proprio nel 1977 dopo un cervellotico lavoro d’indagine e ricerca durato molti anni. Il libro, la cui copertina è per poco meno di un terzo degli esemplari ricamata, contiene, uno per pagina ed in ordine decrescente, i dati dei mille fiumi più lunghi del mondo; un numero che ritornerà tra l’altro, un decennio dopo, nello stravagante Mille titoli, libro d’artista di Gianfranco Baruchello che riporta, in ordine alfabetico, i titoli di mille opere dell’artista.
Il numero, in una versione più giocosa ed infantile, ricorre anche in Da uno a dieci, cartella composta da dieci coloratissime tavole predisposte dall’artista per insegnare ai bambini a contare con fantasia. Fascicolo 104 – Dossier postale di Alighiero Boetti utilizza invece il mezzo postale per meditare sulle interferenze tra realtà ed apparenza; un procedimento che in qualche modo ritorna anche nelle cartoline spedite dall’artista da località altre, testimoniate da timbri postali e francobolli, rispetto alla veduta raffigurata.
La fotocopia, come già lo fu per Bruno Munari, è l’espediente tecnico utilizzato da Boetti per la realizzazione di alcuni interessanti libri, rilegati sempre in tela rossa con scritta in oro. 1984, 1986, 1988 raccolgono senza alcun commento le fotocopie dei fotocolor di disegni a ricalco tratti da copertine di riviste uscite in quegli anni; un progetto iniziato molti anni prima –si pensi alla serie di disegni pubblicati sul secondo numero de La Città di Riga (1977)-, ma che solo qui trovano forma estetica compiuta. A proposito di giornali e periodici, il mostra è esposto anche il frutto della collaborazione, durata quattro mesi dal giorno del suo quarantesimo compleanno (ancora i numeri…), col quotidiano il manifesto. Questi ed altri i libri in mostra, accompagnati da una notevole selezione d’inviti e cartoline, fotografie e manifesti, cataloghi di mostre ed altro ancora.
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