Direttore di Museion dall’ ‘87 al 2001, Pier Luigi Siena (1912-2003) fu pittore, critico e storico dell’arte, amante delle macchine da corsa, conoscitore dell’uomo e della società e profondo propugnatore di idee politiche che miravano ad un modello di vita migliore.
La mostra si presenta così come un progetto ampio, capace di ricalcare la complessità di questa figura, con Paola Tognon in qualità di supervisore e l’aiuto di Gabriella Belli, Andreas Hapkemeyer, Letizia Ragaglia e Fulvio Giorgi quali curatori delle cinque sezioni distinte, che danno forma ad un percorso espositivo sviluppato in tre diverse sedi. Una mostra che riprende in questo modo la determinazione di Siena nel perseguire le avanguardie italiane ed europee e nell’agire da tramite nel punto di incontro di due culture, quella tedesca e quella italiana.
La prima sezione si apre a Castel Mareccio. Uno sguardo al panorama del primo triennio del ‘900 in Italia e in Europa, con una particolare attenzione alle scelte di Siena. Non manca il tema della velocità con l’automobile Cisitalia del 1952: Siena partecipò a molte edizioni della Mille Miglia. Poi una selezione di opere delle avanguardie russe e tedesche fino al realismo italiano. Bellissima una tela di Tullio Crali ed una piccola ma preziosa china su carta di Vasilij Kandinskij.
La memoria, seconda sezione, vuole protagonisti tre artisti italiani: Maurizio Nannucci con le sue scritte a neon posizionate nella torre del castello (di notte in lontananza una finestra s’illumina di blu, quella sopra invece di rosso), poi Giulio Paolini e Mauro Staccioli che hanno realizzato un’opera centrata sul concetto della memoria come creatrice del presente. Ad unire le due sezioni allestite nel castello, un video di Mark Wallinger: è la sala di un aeroporto a fungere da luogo di transito.
La terza sezione è a Museion. Molti i lavori di grande spessore storico. Tra questi: la Laguna dell’Argentario di Corpora, Canto popolare fiammingo n.° 2 di Birolli, e ancora Burri, Vedova, Consagra, Dorazio, Turcato, Richter, Vautier, Valier, Fontana, Franchina, Jori. Si tratta di alcuni tra i prediletti compagni di Siena.
La quarta sezione ripercorre alcuni momenti della vita privata di Siena. Vari sono i suoi dipinti, alcuni gli scritti, un ritratto di Siena eseguito da Carl Plattner con quella sua tipica tecnica che ravvicina gli occhi e rende le figure quasi infantili, poi alcune sculture dell’amico Franchina. Il percorso si chiude ad anello di nuovo a Castel Mareccio per la quinta sezione che completa la mostra. E’ dedicata a L’intuizione, vale a dire a una sfida al futuro. Per questo sono stati invitati un artista italiano e un’artista tedesca, come Siena avrebbe voluto. Francesco Jodice e Berta Fischer, con due opere realizzate appositamente per la mostra, tessono il filo rosso che –passando dall’Alto Adige- unisce il mondo latino a quello germanico.
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