Il titolo fornisce immediatamente la chiave di lettura della mostra che raccoglie gli ultimi lavori di Aldo Mondino e introduce nelle atmosfere registrate da questo artista errabondo. Galleria è il luogo dove sono esposti i lavori, ma va anche intesa come una serie di opere accomunate da caratteristiche specifiche. In questo caso infatti i quadri hanno il mercante come protagonista comune; direttamente dalle suggestioni dell’ultimo viaggio in Cappadocia. Ma anche la lettura di questo secondo termine è plurima. In Kilim seller – opera giocata sui rimandi linguistici e sulle citazioni – un
Se in passato, durante i suoi viaggi in Oriente, l’attenzione era rivolta ai soggetti del mondo religioso, ai rabbini, ai dervisci, ai santoni, ai guru, ai componenti delle sette mistiche e delle numerose confraternite, in questa mostra l’interesse si è concentrato sui venditori – i seller – e sulle loro mercanzie. Ed ecco dunque i vari Sponge seller, Iznik seller, Fisher seller, Olive seller, Flower seller, Kara zeytin seller che Mondino ha voluto protagonisti dei suoi quadri.
Questi ultimi lavori sono realizzati ad olio su linoleum; i tratti sono pochi e leggeri, ma carichi di una grande forza espressiva. Sono state così generate immagini che vengono dal mondo arabo, trasmettendo la fascinazione ed il rispetto verso una ricchezza culturale differente. Perché Mondino è uno di loro: cerca e compra nei bazar e nei mercati più sperduti della Turchia oggetti d’uso, come le spugne che poi applica ai suoi quadri, oppure i bellissimi Iznik, allineati uno accanto all’altro a sfondo dei ritratti dialettici di due mercanti.
L’approccio è infatti caratterizzato da una vera e propria assimilazione di materiali e mercanzie che entrano a far parte dell’opera stessa; è così che si instaura un confronto mentale e intellettuale – come scrive Vittoria Coen nel
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