Categorie: trento bolzano

fino al 31.X.2009 | William E. Jones | Bolzano, ar/ge Kunst

di - 12 Ottobre 2009
Sorvegliare e punire. La tecnologia, anche quella rudimentale, s’infiltra
fin nell’intimo: non lascia scampo, né tanto meno zone d’ombra. L’illusione è
quella di costruire una società in cui tutti gli “elementi” appartengono a
specifiche categorie, per prestarsi docilmente all’utilizzo sociale. E Michel
Foucault spiega bene come tale esigenza, pur facendosi più discreta con l’evolversi
dei tempi, non dimentichi mai il corpo.
La prima personale europea di William E. Jones (Canton, Ohio, 1962; vive a Los Angeles) a Bolzano
riconduce il tempo all’indietro, innescando riflessioni e dubbi sui meccanismi
del potere e del controllo sociale.
In Tearoom,
presentato alla Biennale del Whitney nel 2008, l’occhio dello spettatore si
sostituisce a quello del “sorvegliante-osservatore”. L’opera è un footage, vero
e proprio objet trouvé, come
scrive il curatore Luigi Fassi, sulla vita nascosta degli omosessuali in una
cittadina dell’Ohio, Mansfield.
Il filmato fu girato nel ‘62 da due poliziotti che sorreggevano
la telecamera dietro un vetro a specchio. Sguardi chiamati a vedere senza esser
visti. Come quelli che appartengono a noi, spettatori od osservatori?
Ricompaiono le stesse scene fedeli che scorrevano in tempo reale di fronte agli
occhi dei due uomini: lo scambio di rapporti omosessuali nei bagni pubblici
della piazza cittadina. Il luogo scandaloso in cui si mescola tutto, senza
ritegno e pudore; in cui cadono le barriere, comprese quelle sociali e
razziali.

La differenza è nello scarto temporale, protezione e
varco per nuove interpretazioni. Una sorta di macchina del tempo fa rivivere il
passato recente del Novecento, in un viaggio attraverso il rimosso, che torna
alla luce per trovare nuovi significati. Il filmato, ormai decaduto dalla sua
funzione e dal suo scopo – che fu quello d’incriminare quarantotto persone per
sodomia -, rivive infatti come violenta scossa all’attuale immaginario gay.
Dove sono i corpi atletici a cui si è oggi abituati? Il cortocircuito tra
passato e presente è soprattutto visivo. Rispetto ai corpi sensuali, erotici e
perfetti sino alla finzione fotografati da Kobi Israel, quelli di William E. Jones in Tearoom ne sono l’antitesi.
In Killed l’artista s’impossessa di fotografie
annullate. Killed,
uccise, uscite fuori della storia. Nate per documentare l’emergenza della
povertà al tempo della Grande Depressione, per motivi imperscrutabili furono
scartate. William E. Jones ne ricostruisce una sequenza in cui compare il
prepotente buco nero con cui furono marchiate. Tolte dall’oblio, rivivono
quindi nelle domande che ciascuno si pone.

In Saylors, Pan, Orpheus
(2009) l’artista si appropria invece di fotografie fatte a uso privato da Frances
Benjamin Johnston
e Fred
Holland Day
all’inizio
del Novecento. A esser svelata è nuovamente un’intimità che cerca il suo posto
nel contemporaneo.Non ci si sente forse un po’ colpevoli e
complici di un potere indiscreto che non lascia zone d’ombra? “Ogni sguardo sarà una tessera nel
funzionamento globale del potere
”, scrive Foucault.

articoli correlati
Jones
al Padiglione Nordico della Biennale 2009

antonella palladino
mostra visitata il 22 settembre 2009


dal 3 settembre al 31 ottobre 2009
William E. Jones
a cura di Luigi Fassi
ar/ge Kunst Galleria Museo
Via Museo, 29 – 39100 Bolzano
Orario: da martedì a sabato mattina ore 10-13 e 15-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 0471971601; fax +39 0471979945; info@argekunst.it; www.argekunst.it

[exibart]


Articoli recenti

  • Design

È morto Giancarlo Piretti, l’ideatore della sedia pieghevole Plia

Il designer bolognese Giancarlo Piretti si è spento ieri, all’età di 85 anni. Con lui scompare anche una delle voci…

20 Gennaio 2026 12:29
  • Arte contemporanea

Ogni opera ha sempre il suo tempo interiore: intervista a Namsal Siedlecki

In occasione di SUBLIME, personale di Namsal Siedlecki visitabile presso Flip Project, a Napoli, abbiamo incontrato l’artista per farci raccontare…

20 Gennaio 2026 11:30
  • Arte contemporanea

Tre artisti trasformano la metropolitana di Londra in un museo diffuso

Anche nel 2026, la metropolitana di Londra si riconferma un museo diffuso con Art on the Underground, il programma che…

20 Gennaio 2026 10:30
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 20 al 25 gennaio

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 20 al 25 gennaio, in scena nei teatri…

20 Gennaio 2026 9:30
  • Fiere e manifestazioni

BOOMing Contemporary Art Show torna a Bologna nel segno della riconciliazione

Dal 5 all’8 febbraio Palazzo Isolani apre le sue porte all’arte radicale e urgente della riconciliazione, protagonista indiscussa della nuova…

20 Gennaio 2026 0:02
  • Arte moderna

Dentro Il Quarto Stato: Pellizza da Volpedo e la costruzione di un’immagine collettiva

Un’esposizione monumentale, in corso fino al 25 gennaio 2026, riporta Pellizza da Volpedo alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Dai…

19 Gennaio 2026 19:20