Annoverato tra le più rappresentative personalità artistiche internazionali nell’ambito della fotografia contemporanea, Walter Niedermayr ha voluto presentare al pubblico una mostra che racconta nella totalità il suo approccio artistico.
La personale, che comprende più di 35 opere fotografiche recenti dislocate nelle sale di Museion e nei corridoi della nuovissima Università, è curata da Marion Piffer Damiani e Andres Hapkmeyr (direttore di Museion) ed è il frutto di una collaborazione nata tra il centro d’arte contemporanea bolzanino e la Kunsthalle di Vienna, dove ha riscosso un considerevole successo. Prima di approdare nella terra natia dell’artista, è stata inoltre ospitata ad Hannover, Lipsia e Stoccarda.
Il mezzo espressivo utilizzato da Niedermayr è principalmente la fotografia, attraverso la quale indaga lo spazio attorno all’uomo e in particolar modo la proiezione su di esso dell’essenza umana, di tutte le sue aspettative, i suoi desideri e le sue necessità. “Il paesaggio non mi interessa puramente come paesaggio.” dichiara l’artista “Mi interessa là dove compare la presenza umana. Le mie opere si concentrano sulla presenza dell’uomo nel paesaggio”.
Ponendo la sua attenzione sui luoghi della civiltà contemporanea, il fotografo mette in evidenza gli interventi finalizzati ad una loro organizzazione (le Civil Operations identificate dal titolo). Per questo, oltre all’aspetto ludico della società attuale, in Artefatti e in Spazi con/sequenziali l’artista focalizza il suo interesse anche su esempi di spazi organizzati come gli ospedali e le carceri con i loro corridoi e le loro file di porte, o su simboli di un orizzonte dominato dall’uomo con i grovigli di svincoli
Malgrado la scomposizione in più parti, il paesaggio o lo spazio interno fotografati sono resi nella loro evidenza, quasi di pura documentazione, e l’artista non interviene su di essa. A meno che non si consideri il punto di vista dell’obiettivo come una manipolazione della realtà.
sara sciortino
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Niedermayr è veramente uno dei migliori artisti contemporanei; ma la mostra al Museion non è alla sua altezza.