Nelle strette cronologie della storia dell’arte, la Metafisica è una scuola dalla vita assai breve; un fiore fugace che nacque nel 1917 dall’incontro a Ferrara tra de Chirico e Carrà, che crebbe l’anno successivo con l’avvicinarsi di Morandi e che si spense, assorbito da Valori Plastici, nel 1921.
In realtà tali cronologie stanno assai strette a un movimento che ha avuto una vasta eco sia in numerose personalità artistiche di quel primo dopoguerra, sia nelle generazioni successive, e non è solo una questione del “dopo”, ma anche del “prima”. Una riflessione sull’oltre fenomenico ed ottico delle cose è infatti presente in de Chirico già dal 1910, apprezzabile dal punto di vista formale ben prima del fatidico 1917: si pensi ad Enigma dell’ora (1911), Mistero e melanconia di una strada (1914) e a molte altre opere che hanno in sé la poesia e la filosofia che caratterizzano gli anni migliori del genio amante delle muse.
Quindi, se alla Metafisica storica è dedicata a Roma una delle più importanti mostre
Punto di partenza sono le personalità più direttamente legate alla Metafisica: de Chirico, il fratello Savinio, Carrà, e Morandi (del pittore bolognese sarebbe stato forse meglio inserire delle composizioni attinenti al tema della mostra – si pensi alla serie di nature morte con manichini del 1918- piuttosto che delle tarde nature morte degli anni Cinquanta…), ma anche di lavori dai risultati affini sviluppati nell’ambito di Novecento. E’ il caso di La brocca (1925) di Tozzi, di Vaso con fiori (1928-9) diDe Pisis, e soprattutto di Composizione metafisica (1920-5) di Sironi.
A questi sono state affiancate personalità indipendenti che hanno comunque sviluppato temi legati all’enigma, al mistero degli oggetti, all’assenza del tempo: è il caso delle sculture minimal degli anni Sessanta di Piacentino, del grafismo di Aldo Rossi, come delle ricerche più contemporanee di Rasma.
Insomma, il mistero e l’insolito pare conservino il loro indiscusso fascino, al di là del tempo e della spettacolarizzazione alla quale il mondo dell’arte non è certo estraneo.
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