La Biennale d’arte a Venezia. Sismografo delle avanguardie artistiche contemporanee.
Di fronte al collasso delle ideologie, al crollo delle economie, all’apocalisse istituzionale e morale delle politiche dirigenziali, attendiamo solo di celebrare il funerale della cultura.
I tagli imposti dalla Finanziaria profilano scenari catastrofici. Una mannaia senza tregua continua scandalosamente ad infliggere duri colpi al comparto culturale nazionale.
Inclusa nella lista delle vittime c’è anche la Biennale d’arte di Venezia con un taglio del 50 per cento.
Si è aperta così, con un intervento al vetriolo del sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro, la conferenza stampa di presentazione della 54 esposizione d’arte internazionale di Venezia. Sulla scia del discorso del sottosegretario, il presidente della Biennale Paolo Baratta ha ironizzato, mostrando un look alla Marchionne corredato da maglioncino blu.
Eppure l’arte non può essere considerata semplicemente un panino, un bene di largo consumo. L’arte è la capacità umana di dare risposte necessarie, ancor più in tempi di crisi.
E’ così la 54 Biennale di Venezia punta sulla luce, nel tentativo di diradare la fitta nebbia che avvolge il nostro tempo.
ILLUMInatios – Illuminazioni è il titolo che la direttrice Bice Curiger, curatrice con esperienza ventennale alla Kunsthaus di Zurigo, ha scelto per la sua Biennale.
L’evento parte da un record storico raggiungendo quota 88 delle nazioni partecipanti, rispetto alle 77 del 2009.
La mostra sarà allestita nel Padiglione Centrale, nei Giardini e nell’Arsenale. Questo circuito espositivo rappresenterà 82 artisti da tutto il mondo. Tra questi 32 i giovanissimi, nati dopo il 1975 e 32 le presenze femminili. La Curiger si muove anche fuori dal territorio del contemporaneo e porta alla biennale il Tintoretto, pittore della luce, con tre tele (ancora top secret per l’effetto sorpresa) che verranno posizionate nel vano d’ingresso del Padiglione Centrale. Altra novità della Curiger, sono i parapadiglioni: 4 strutture architettoniche e scultoree allestite ai Giardini e all’Arsenale per ospitare il lavoro di altri artisti.
Un grande punto interrogativo campeggia sul Padiglione Italia, curato da Vittorio Sgarbi, che ancora non ha rivelato i nomi dei suoi artisti.
Due nuovi importanti asset sono stati inseriti all’interno della kermesse: Biennal Session e Meetings on Art. Partecipazioni con le Università, incontri e seminari, nati con l’intento di avvicinare il lessico della biennale alle giovani generazioni.
rebecca vespa
[exibart]
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