La “macchina del vento”, come la descrisse il presidente Paolo Baratta nell’ambito della conferenza stampa di presentazione della kermesse, è stata calibrata dalla sua prima attrice, la curatrice svizzera Bice Curiger, che per le sue ILLUMInazioni, titolo della mostra, ha fatto il record di presenze: 86 nazioni per 83 artisti internazionale. Alta la presenza di quote rosa con 32 presenze femminili, e altrettanti i giovani artisti under 36.
Una Biennale che sicuramente lascerà il segno. Ma grazie a chi? Tutto merito del cortocircuito mediatico di un altro primo attore Vittorio Sgarbi e del suo ipertrofico Padiglione Italia?
Che la Biennale di Bice sia stata mediaticamente messa in ombra dal poliedrico critico ferrarese, ”v’è
Una lista di inviti dell’ultima ora, indubbie modalità di partecipazione, (spedisci le tue opere a Venezia ma le spese di trasporto sono a carico tuo!), la Biennale firmata da Sgarbi, “in direzione ostinata e contraria” (per citare Robert Storr) agli schemi collaudati, è già leggenda.
Dal coro dei NO di chi, tra blogger e addetti ai lavori, chiedeva di boicottare la Biennale di Sgarbi, a chi invece ha risposto entusiasticamente all’idea controcorrente del critico ferrarese, forse azzardata, di usare un comitato di intellettuali, molti della nomenklatura di sinistra, come ha osservato Luca Beatrice in un articolo apparso su Il Giornale, deridendo le accuse di destrismi, alimentate dall’intercessione berlusconiana che avrebbe salvato in corner la direzione del padiglione italiano di Sgarbi.
Tutto per una Biennale anti sistema e anti-mafia, soprattutto, sottolinea il curatore, che sotto l’egida del titolo ”l’Arte non è cosa nostra” e con il simbolo posto davanti al padiglione rappresentato dall’opera Italia in croce di Gaetano Pesce, celebra la contemporaneità delle arti nostrane mettendoci dentro tutti, nessuno escluso, per una pantagruelica kermesse di oltre 200 artisti italiani.
Sul fronte del sì, l’inizialmente scettico Jannis Kounnelis (Pireo, 1936), che porta a Venezia, grazie alla sua mecenate Alda Fendi, sette sudari bianchi inchiodati su lastre metalliche; la sopresa dell’arrivo del dimissionario Maurizio Cattelan (Padova, 1960), che riappare per la sua settima e ultima volta in Biennale con un orda di piccioni, vecchia installazione ampliata presente nell’edizione
Chiuso il capitolo delle polemiche, ora spazio alle arti visive, agli artisti, veri protagonisti, alle emozioni del pubblico visitatore davanti al potere “iluminante” dell’arte targata Biennale.
a cura di rebecca vespa
dal 4 giugno al 27 novembre 2011
54. Esposizione Internazionale d’Arte- Biennale di Venezia
ILLUMInazioni
Vernice 1-2-3 giugno 2011
Apertura al pubblico 4 giugno 2011
[exibart]
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