Si rinnova così l’impegno della Fondazione Bevilacqua La Masa nei confronti del pubblico nel proporre appuntamenti con i grandi protagonisti dell’arte contemporanea, nel nuovo e particolare spazio della sede di San Barnaba.
In questa rassegna ampio spazio alla celebre serie realizzata negli anni novanta che mostra ancora un altro aspetto della complessità del suo universo. Porte, finestre, laboratori, camere fanno capire al visitatore il senso di ossessione che ha dato vita a queste installazioni, all’interno delle quali sono assemblati oggetti: mani, specchi, fazzoletti, particolari del suo corredo. Sono questi oggetti che ci raccontano una storia, quella dell’artista, facendo appello al nostro inconscio.
Se la materia non conte per l’artista al contrario il colore acquista importanza: il rosso, colore della passione, della collera, del sangue conferisce una intensità estrema alle opere accentuata dal nero, dall’idea quindi dell’angoscia e del dramma.
Sotto i nostri occhi fluiscono frammenti del corpo umano: occhi, gambe, braccia (in marmo, bronzo, acciaio) che malgrado le loro forme astratte, rappresentano persone che l’artista ha accostato. Se è vero che “la doleur seule féconde” l’opera di Louise Bourgeois crea un’intimità lontana dall’essere conforto, ma alla quale è impossibile sottrarsi
Sette su tredici totali saranno quelli esposti, ognuno dei quali racchiuso in una singolare scatola di legno appositamente progettata dalla stessa autrice, quasi a sottolineare il carattere intimista e privato di questa nuova presentazione veneziana.
L’esposizione sarà coadiuvata dalla proiezione del video Louise Bourgeois a New York, realizzato nel 1998 da Philippe Jacq (il quale sarà presente a Venezia per l’inaugurazione della mostra).
La mostra riserva un’altra importante ed inedita sorpresa: la presentazione di un libro d’artista, formato cm 24 x 22, contenente la riproduzione di tutti e tredici i fazzoletti, con un testo di Louise Bourgeois ed una introduzione di Cecilia Casorati. L’edizione è numerata (solo 500 esemplari, di cui 100 per l’artista); la sovraccoperta del libro è formata da un fazzoletto che si chiude per mezzo di una spilla da balia, su cui è serigrafato il nome della Bourgeois ed il titolo Handkerchiefs.
Cristiana Margiacchi
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