Soggetto quasi estraneo al moderno modo di intendere l’arte il gruppo si colloca, all’alba del terzo millennio, in una posizione diacronica. Gli artisti manifestano la volontà di portare con sé la tradizione del ‘900, non solo nella pittura, ma anche negli ideali. Eppure, contemporaneamente, essi si volgono al futuro con spirito innovativo e propositivo. La contraddizione è solo apparente. Essi, evidentemente devono aver capito che l’arte, al tramonto del XX secolo, ha manifestato una certa stanchezza, invischiata sempre più nelle pastoie del mercato e nelle strategie politiche dello show business. Un processo che ha portato la figura dell’artista ad isolarsi sempre più, non nel suo rapporto con la società, si badi bene, ma piuttosto nella meditazione solitaria della propria arte, privandosi degli stimoli ideologici che gli potevano venire da altri artisti, dai critici o da uomini di cultura illuminati. Critici e uomini di cultura che, nel corso del ‘900 avevano avuto un ruolo importante non solo nel promuovere l’aggregazione degli artisti sublimandone gli ideali, ma anche nell’organizzare gli esiti di una poetica collettiva facendone un sistema di pensiero. Io credo che Fusionart nel nuovo secolo voglia riproporre almeno una parte del mondo artistico novecentesco, quella più pura della spontanea aggregazione degli artisti che sentono il bisogno di ritrovarsi e confrontarsi secondo ideali comuni, conservando sempre la propria individualità, anzi facendone strumento per la creazione di una koinè artistica, quanto mai idonea a rappresentare il moderno mondo multietnico. Illuminante, a questo proposito, sono le Opere Multiformi del 1999 e del 2000: lungo i lati degli ottagoni si dispongono le opere degli artisti; al centro lo spazio o l’occhio che è quasi una porta che conduce alla stanza della memoria e dello spirito di Fusionart; ognuno di noi può scegliere tra le opere la chiave giusta che gli consente l’attraversamento della soglia. contro la demistificazione dell’arte, contro l’arte per l’arte, contro la mercificazione dell’arte. “Fusionart (citando il manifesto del gruppo) significa apertura, atteggiamento coesistenziale e pluralista, giocosa libertà dello spirito”; questo è l’ideale del gruppo che crede nella capacità del riscatto dell’uomo in senso ecumenico ponendo la propria arte a sentinella dei tempi futuri.
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