Categorie: venezia

fino al 13.II.2003 | (+RAMTV) negotiate my boundary! | Venezia, galleria A+A

di - 23 Gennaio 2003

(+RAMTV) è il fortunato acronimo dei nomi dei cinque membri di questo gruppo di designer/architetti formatosi a Londra presso il Design Research Laboratory (DRL) dell’Architectural Association: Robert Sedlak, Alijosa Dekleva, Manuela Gatto, Tina Gregoric e Vasili Stroumpakos.
Il progetto consiste in un libro, due videoinstallazioni interattive ed una proiezione. Il libro, accattivante nel suo design e divertente in quanto diario di lavoro dei 5 creativi, è il risultato di lunghe ricerche trasversali nei campi della sociologia, dell’architettura e delle nuove tecnologie. Obiettivo: adattare l’architettura delle abitazioni private ai cambiamenti micro-sociali ed alle nuove abitudini di vita nelle metropoli occidentali. Tema molto affrontato da Le  Corbusier in poi (è proprio dalla Unité d’Habitation dell’architetto francese che i RAMTV prendono spunto) e che sta diventando una vera a propria ossessione della ricerca architettonica-artistica di oggi.
Ma la “negoziazione dei confini” a cui si riferisce il titolo di questa mostra è un progetto immaginifico e ricco di spunti: l’idea è quella di sfruttare una zona urbana inutilizzata del centro di Londra per costruire una struttura residenziale “re-attiva alle sollecitazioni degli utenti“, in cui cioè gli inquilini condividono degli spazi a seconda delle loro esigenze. I muri possono aprirsi e dare origine a spazi condivisi, ridurre o accrescere la visibilità attraverso una serie di pannellature, soffitti e pavimenti si alzano ed abbassano a seconda delle attività che il soggetto vi svolge (è in piedi? seduto? coricato?) e a seconda del piano/utente a cui vuole essere collegato. Finita l’epoca delle porte e dei corridoi che separavano e collegavano i membri della famiglia nucleare del ‘900, l’architettura del ventunesimo secolo deve essere in grado, secondo RAMTV, di trasformarsi in base all’evoluzione continua delle esigenze degli individui che fanno parte della “community” di utenti. Le stesse idee di estrema flessibilità ed intercambiabilità funzionale sono alla base del progetto del Centro per le Arti Contemporanee di Roma: non sorprende infatti che due dei RAMTV (Manuela e Tina) siano collaboratrici di Zaha Hadid, che del resto ha lei stessa frequentato l’Architectural Association School.
Il gruppo “condominiale” di questa nuova forma abitativa si forma attraverso un programma di gestione di community su Internet chiamato cluster:blaster, che combina gli stili di vita compatibili degli utenti sulla base della loro somiglianza o complementarità.
E il progetto dialoga bene con i temi della prossima Biennale. La nozione di Utopia a cui sarà dedicata la “Stazione” di Obrist, Nesbit e Tiravanija, un’utopia basata sulla quotidianità e sullo scambio di relazioni umane e non sulle ‘grandi risposte’ che hanno caratterizzato l’età moderna; ed il tema della “dittatura dello spettatore” a cui Bonami dedica tutta la mostra, che si ritrova espresso in forma architettonica nella dittatura dell’utente/abitante.

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Il sito dei RAMTV
architorture.org
La scuola di design ed architettura a Londra da cui provengono i RAMTV

valeria burgio
mostra vista il 13 gennaio 2003


Galleria A+A – centro culturale sloveno
San Marco 3073 – Venezia 30124.
orari: dal lunedì al sabato, 9-13, 14-19
info: tel/fax: 0412770466
e-mail: aplusa@libero.it
www.aplusa.it
libro: negotiate my boundary, mass customization and responsive environments, AA Publications, Londra, 2002


[exibart]

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