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Fino al 14.II.2002 | Carte di riso. Genti, paesaggi, colori dell’Estremo Oriente nelle collezioni della Società Geografica Italiana | Venezia, Biblioteca Marciana

di - 28 Novembre 2001

Venezia, con la sua tradizione di ponte verso l’Oriente, è stata scelta come sede ideale per il varo della mostra “Carte di Riso”, un viaggio affascinante verso la Cina ed il Giappone attraverso una selezione di mappe, atlanti, piante di città, itinerari, raffigurazioni costiere e regionali, tavole militari.
L’esposizione è stata allestita dalla Società Geografica Italiana presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, nelle sale monumentali della Libreria Sansovina, in collaborazione con il Comune di Venezia – Civici Musei Veneziani e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Cinquantatré sono le opere esposte. Si tratta di rare rappresentazioni geografiche della Cina e del Giappone, prodotte fra il XVII e il XIX secolo, restaurate dai tecnici del Museo d’Arte Orientale di Roma e per la prima volta esposte al pubblico, facenti parte della ricchissima collezione orientale che ammonta a 2000 pezzi,
La storia della cartografia orientale propone elementi particolari che si ripetono fin nei tempi più antichi, quando la realizzazione era fortemente legata ad intuizioni matematiche e a teorie filosofiche, dove le opere a carattere speculativo erano volte ad interpretare la forma della terra e del mondo conosciuto, quelle descrittive geografiche avevano lo scopo di fornire una “lettura” politico economica del territorio: gestione del territorio, utilizzazione delle risorse, usi e costumi delle popolazioni locali, vie commerciali, protezione costiere, studio dei corsi d’acqua. Inoltre la cartografia fino alla fine dell’800 serviva per educare il senso estetico: un insieme di grafica e di testo, fortemente intrecciati di pittura e di poesia e quindi di arte.
Il materiale dedicato alla Cina è distribuito prevalentemente in tre sezioni. La prima riunisce carte della Cina, carte geografiche, alcuni documenti che meritano un cenno specifico come la carta numero 15, una stampa Xilografica del mappamondo del gesuita Ferdinand Vebiest e le tre carte dell’intera Cina, una delle quali (n. 84), un acquerello su seta, evidenzia chiaramente la commissione tra pittura di paesaggio e rappresentazione topografica. La seconda sezione è dedicata alle vie di comunicazione; tra le carte più importanti vi è la n. 1, un grande dipinto che raffigura un giardino imperiale con la vegetazione, i corsi d’acqua e i vari uffici. Nella terza prevale l’elemento pittorico ed in particolare il dipinto n. 26, un paesaggio montuoso con un corteo di cavalieri a inchiostro monocromo che porta la firma di Zha Shibiao, famoso pittore del XVII sec. Interessanti le tavole appartenenti alla raccolta di cinque album sugli aspetti della vita delle popolazioni di etnia non cinese del Sud-ovest del paese; Sorprendente in alcune immagini l’uso della prospettiva di derivazione occidentale nella rappresentazione degli edifici.
La parte relativa al Giappone è stata selezionata in modo da offrire un panorama sia delle varie tipologie, che delle modalità di realizzazione. Nelle tipologie è stata seguita la divisione in atlanti e carte generali, itinerari e panorami, portolani, piante di città, carte speciali di province o regioni. Tra le opere più significative sono da sottolineare il piatto di porcellana bianco-blu di Imari, che rappresenta la carta del Giappone e delle isole e paesi adiacenti, un rotolo a stampa xilografica che raffigura il fiume Tamagawa, opera del pittore Hasegawa Settei, sei volumetti che rilegano “Le belle vedute delle cinquantatré stazioni di TòKaidò” e numerose piante delle diverse città del Giappone stampate con tecniche varie. Le carte esposte seguono in modo particolare la suddivisione proposta dal Robecchi. grande collezionista che ha donato la raccolta delle sue carte giapponesi alla Società Geografica Italiana.

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Lidia Mazzetto
Mostra vista il 15 novembre 2001


Carte di Riso
Fino al 14 febbraio 2002
Orario: tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 17.00
Chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio
Con il biglietto che costa 9.30 euro (18.000 lire), si può accedere al circuito integrato dei musei di Piazza S. Marco, che comprende anche il Palazzo Ducale, il Museo Correr e il Museo Archeologico Nazionale. L’ingresso e la biglietteria si trovano al Museo Correr (Ala napoleonica, pezza San Marco), Il catalogo costa 18.30 euro (35.000 lire).
Per raggiungere la mostra si prende il vaporetto in direzione di San Marco.


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