Categorie: venezia

fino al 15.X.2006 | Francesco Pignatelli | Venezia, Flora Bigai

di - 13 Settembre 2006

Dopo il lavoro sulle città (Reversed Cities, 2003) Francesco Pignatelli (Milano, 1971) torna a cimentarsi con la stessa tecnica ma con un tema aulico: le pitture più famose del nostro Rinascimento. Nei ritratti di alcune delle più importanti città del pianeta (Tokyo, Barcellona, New York, Londra) lo sviluppo del negativo con il supporto della tecnica digitale era già, appunto, rovesciato, tanto da eliminare ogni impressione di velocità e frenesia al panorama urbano. Il risultato ottenuto per contrasto era una realtà cittadina consegnata ad una dimensione stoppata ed astorica.
In Reversed Renaissance, da Flora Bigai a Venezia, il risultato è opposto. Nei quadri dei maestri del nostro Rinascimento le immagini ottenute con lo sviluppo rovesciato sembrano riprendere vita, riconsegnate al flusso di una nuova percezione.
Lo sviluppo al negativo, grazie al medium fotografico, assorbe secoli di una fruizione ripetitiva. Pensate agli originali fissi alle pareti delle chiese o racchiusi in un museo in una qualsiasi parte del mondo, stratificati da secoli di storia, interpretazioni, consumo. Il risultato della percezione dell’immagine è inevitabilmente viziato dalla consuetudine. Pignatelli con questa operazione sembra dare nuova vita a queste immagini per certi versi consumate. Come scrive il curatore del Metropolitan Museum of Photography di Tokyo Kyoko Jimbo nell’introduzione al catalogo della mostra: “La pellicola sottile e trasparente del negativo restituisce alle opere la purezza della loro creazione, grazie a essa il deposito dei ricordi è strappato via e l’immagine ne esce purificata.”
Nel progetto sono centrali le operazioni rigorosamente manuali compiute su una riproduzione fotografica dell’opera d’arte. Non è dunque l’atto del fotografare che lo interessa, quanto la manipolazione di un archetipo scelto come soggetto, compiuta successivamente alla ripresa fotografica operando sulla matrice meccanica della sua rappresentazione “oggettiva”. Riuscire a restituire alla pittura la forza delle forme, per liberarla dal peso delle immagini stratificate del tempo, è un’impresa concettualmente ardua, che mette in discussione sia lo statuto fotografico sia quello pittorico, che qui subiscono un’inversione. Poiché la fotografia perde la sua caratteristica più importante -la capacità di catturare il tempo- la pittura subisce un rovesciamento più legato al procedimento pittorico, perdendo il suo fattore materico legato al colore a favore del disegno. Non a caso l’artista ha scelto il Rinascimento, che nella storia della pittura e della teoria pittorica ha rappresentato il passaggio da una pittura legata al disegno a una pittura più legata al colore. Ed ecco che l’Annunciazione, Il sogno di Costantino, La Madonna del cardellino e L’Ultima Cena perdono quella patina formatasi nei secoli per riapparirci così come erano state concepite in partenza dagli autori. E la “copia” acquista valore autonomo, un significato culturale che esige di essere valutato per sé stesso. È come se anche l’ormai famosissima formula benjaminiana della perdita dell’aura a causa della riproduzione tecnica subisse un rovesciamento e riuscisse a restituire una nuova aura. Quella dell’era digitale.

maria paola spinelli
mostra visitata il 2 settembre 2006


dal 20 maggio al 15 ottobre 2006
Francesco Pignatelli – Reversed Renaissance
Galleria Flora Bigai, Piscina Frezzaria (San Marco) 1652 (30124)
+39 0415212208 (info), +39 0412960098 (fax)
flora@florabigai.comwww.florabigai.com


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