La storia del Premio Furla racconta il rapido successo di un evento pensato per l’arte contemporanea, ospitato nello splendido palazzo cinquecentesco sede della Fondazione Querini Stampalia. La qualità di un tale progetto non può non legarsi all’efficiente e trasparente struttura organizzativa che seleziona e premia gli artisti.
Ci sono infatti dieci critici d’arte, che sono stati incaricati dalla Fondazione Querini Stampalia e da FURLA PER L’ARTE per sondare la realtà nazionale dell’arte contemporanea sia nel versante delle figure già affermate, sia nella caotica ma frizzante realtà degli emergenti.
L’11 maggio una giuria internazionale, di cui fanno parte l’artista Lothar Baumgarten, la direttrice della White Chapel di Londra, Ida Giannelli, direttrice del Castello di Rivoli, Jerome Sans, direttore del Palais de Tokio e Vasif Kortun, direttore del Museo di Arte Contemporanea di Istanbul, si esprimerà sui finalisti, determinando il vincitore del Premio 2002 di 15.500,00 Euro.
Una scelta certo non facile visto la buona qualità degli artisti in gara. Marcello Maloberti (1966, Casalpusterlengo – Lodi)) lavora su ritratti fotografici che, nell’incrociarsi con gli occhi dell’osservatore, suggeriscono sospensione, un’azione improvvisamente immobilizzata, folgorazione della vita e del pensiero. Daniele Puppi (1970, Pordenone) è un ottimo video artista che, come in Fatica 14, mette sotto la pressione del video lo sforzo fisico di un’azione ripetuta ed incalzante, alla ricerca di un’impossibile interazione con lo spazio e con il vuoto circostante; Adrian Paci (1969, Shkroder – Albania) indaga invece i temi dell’emigrazione e dell’identità nello sradicamento attraverso fotografie, video e sculture. Pregnanti le foto della serie Home to go; l’uomo nudo che nel suo vagare sopporta il tetto sulle spalle, un peso ed un ingombro al quale è indissolubilmente legato.
Affascinanti i grandiosi copricapi di Sissi (1977, Bologna) giovane artista che si confronta con il tema del vestito, del travestimento, utilizzando i materiali più disparati, confrontandosi in modo originale con il tema del narcisismo e dell’effimero che può condurre alla feticizzazione dell’esteriorità. Originalmente poetica infine l’opera di Ottonella Mocellin (1966, Mlano), che mette in rapporto nei suoi video la parola e l’immagine, facendole intrecciare su temi privati, intimi, percorrendo l’effimera soglia che lega il sogno, la sparizione e la morte.
Ideatrice e curatrice del Premio Furla è Chiara Bertola.
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ma non lo chiamano anche il PREMIO BURLA!
ma chi lai ha scelti i critici selezionatori dei cinquanta artisti????