La Basilica Palladiana di Vicenza- da tempo illustre sede di mostre di architettura internazionali- dedica una retrospettiva ad Alberto Campo Baeza (Valladolid, 1946), fra i più noti e celebrati protagonisti della scena spagnola post-franchista.
L’allestimento di Manuel Blanco esalta la componente più lirica e peculiare dell’opera del progettista: quell’uso della luce che, pulviscolare e cangiante “materiale da costruzione”, è addirittura segnata nei disegni come un’impalpabile linea di progetto. Esemplare di questo procedimento, la Casa Asencio di Cadice modula la purezza dei suoi volumi mediterranei su una diagonale luminosa che la percorre integralmente, mentre il recente progetto per una cappella episcopale a Siviglia fa assurgere la congenita, astratta spiritualità dell’architettura contemporanea a paradigma dello spazio sacro.
Plastici di progetto e totem luminosi- presenze silenziose e volutamente “aliene”- popolano, nel progetto di Blanco, lo spazio della Basilica, in cui grandi teli fluttuanti schermano la luce del sole. Un teatro d’ombre che sottolinea il ritmo e l’armonia delle aperture palladiane. Una grande parete dorata simula poi la calda intensità atmosferica andalusa per accogliere, su video, l’opera forse più celebre di Campo Baeza: quella Caja general de Ahorros di Granada che non a caso recava, come motto di concorso, “Impluvium de luz”.
Disponibile e cordiale, Campo Baeza si anima parlando delle sue opere. ”Amo l’architettura perché è un’arte generosa” sostiene ”Quando ho deciso di utilizzare, a Granada, l’alabastro, non potevo immaginare che l’effetto sarebbe stato così sorprendente. L’architettura, del resto, non è la visione di un folle, ma il risultato della concentrazione, del tempo e del pensiero. Non molto diversa dalla chirurgia, il mestiere di mio padre”.
Ma, nelle sue opere, appaiono anche evidenti i retaggi culturali della sua terra e della sua generazione.
Esemplare della sua produzione più recente, il progetto per l’ampliamento diCasa Olnick Spanu, a New York: una magica teca di cristallo, immersa nella straordinaria bellezza del paesaggio, che ospita- luce nella luce- i vetri e le opere della celebre coppia italo-americana.
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