Una mostra interessante e glam alla galleria Perugi: il “fare” diventa il filo conduttore per due personali i cui lavori “pur totalmente indipendenti” come scrive il curatore Guido Bartorelli “possono essere accomunati per la centralità che viene affidata all’agire sui materiali, siano essi il cartone riciclato o i tradizionali colori e pennello”.
La pittrice Nina Bovasso (New York, 1965), le cui opere già appartengono alle collezioni del New Museum of Contemporary Art, del JP Morgan e del Whitney Museum of American Art di New York, espone i suoi microcosmi dipinti su carta. Tra il melting pot di un allegretto spiritato di cuori, pallini, fiori, cubetti, nascono organismi monocellulari realizzati in textures piatte e avvincenti che, come quilt di un astratto
Lo scultore inglese Chris Gilmour (Manchester, 1973), triestino d’adozione, fa pendere dal soffitto un pianoforte, inclinandolo precariamente contro lo spettatore, e a terra sparge trappole per topi. Tutto però è di cartone. Il senso del mancato pericolo e la perizia realizzativa innescano un curioso cortocircuito, creando una situazione paradossale che riporta l’attenzione al modus operandi dell’artista. La sua propensione per l’espansività ed espressività del cartone, che già avevamo avuto modo di constatare nella stupefacente realizzazione di oggetti in scala 1:1, diviene in una
stefania portinari
mostra visitata il 6 marzo 2004
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