Categorie: venezia

fino al 20.XI.2007 | Davide Zucco / Jasmine Zimmerman | Padova, Perugi

di - 12 Novembre 2007
Circa un anno fa, a New York, una grande collettiva riuniva un gruppo di noti artisti gravitanti nell’orbita della street culture. L’iniziativa aveva lo scopo di celebrare un edificio destinato alla ristrutturazione, diventato negli anni una sorta di Mecca artistica, prestando le sue pareti alle opere di molti writer storici. Al progetto, chiamato come l’indirizzo 11 Spring Street, prendevano parte anche Jasmine Zimmerman (Seattle, 1980; vive a New York) e Davide Zucco aka Rekal (Belluno, 1981), contribuendo a quello che il New York Times descrisse come uno degli eventi più significativi della stagione artistica locale. Ora i due giovani artisti si ritrovano da Perugi, riproponendo uno stimolante clima di collaborazione e interazione artistica.
Usando come base l’arte relazionale teorizzata da Nicolas Bourriaud, Zimmerman imposta il suo lavoro sulla partecipazione di un pubblico, spesso ignaro, e lo costringe con le sue ragnatele dislocate in luoghi di passaggio -come un ingresso del metrò o una scalinata- a modificare il suo percorso per riuscire ad attraversarle. In questo caso, rapportandosi con l’ambiente di una galleria e con l’opera di un altro artista, il suo lavoro assume una suggestione più mentale, oltre a una inedita dimensione scultorea.

Proprio all’ingresso s’incontra un simbolico fascio di stringhe colorate, che si collegano alla ragnatela vera e propria dislocata all’interno, appena dietro l’opera di Zucco. Gli elastici diventano così in primo luogo la soglia che introduce al mondo magico di Evil Devil, e poi alla ragnatela posta a guardia di esso.
L’installazione “protetta” di Davide Zucco è composta da un grande dittico suddiviso centralmente da un albero nero stilizzato, fatto di cartone, la cui “ombra” sembra esserne l’opposto concettuale: foglie colorate decorano il primo, mentre il suo corrispondente orizzontale è zeppo di rami acuminati. Nei due quadri fluttuano simboli misteriosi e figure antropomorfe, lavorate con estrema accuratezza tecnica e compositiva. Vi sono frasi in inglese, giochi di parole con la duplice funzione formale e allusiva ai concetti rappresentati. Elementi eterogenei, che costruiscono una cosmologia estranea allo spazio e al tempo reale, e avvolgono in un affascinante universo visionario dalle declinazioni pop-folk.

Se la simbologia, infatti, è attinta e rielaborata dalle opere di Jodorowsky e Bosch, l’ambito più affine al quale accostare la sua ricerca sembra essere quel pop commisto a molteplici elementi di cultura giovanile (skate, hip-hop, post-punk) caratteristico della scena artistica californiana e in particolare della Mission School. Zucco è un originale interprete di una sensibilità internazionale, altresì definita New Folk, e il suo cospicuo bagaglio tecnico e concettuale è in costante evoluzione. L’apertura alle contaminazioni è un’altra sua marcata caratteristica: la collaborazione degli ENT -gruppo italiano che compone musica elettronica- diventa parte integrante del suo mondo e ne ricava sinestesie consone. Un noise ipnotico ed epico risuona da un disco in vinile. E naturalmente non è mancato il live set durante l’inaugurazione.

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fabrizio montini
mostra visitata il 18 ottobre 2007


dal 29 settembre al 20 novembre 2007
Davide Zucco / Jasmine Zimmerman
Perugi Arte Contemporanea
a cura di Alfredo Sigolo
Via Giordano Bruno, 24 (zona Santa Croce) – 35124 Padova
Orario: da lunedì a sabato ore 15-20; mattina e festivi su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0498809507; perugiartecontemp@libero.it; www.perugiartecontemporanea.com

[exibart]

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