Non è certo da tutti avere il coraggio di mostrare la propria estraneità a certe stigmatizzate definizioni che, anacronisticamente, vedono l’artista come un cavaliere che rifiuta d’intingere il proprio pennello nella fatica di un grigiore quotidiano, avvilente scenario utile solo per declamarvi la propria, ineguagliabile superiorità.
Ed un messaggio così fortemente straniante diviene ancora
In questo senso le opere di Huerta trovano una modalità espressiva che rivela la propria ricercatezza tramite un’omologazione figurale, che sembra sì trovare diffusione nel mondo accessibile della quotidianità, ma che poi si svincola da questa stretta contingenza per rivelare attraverso un preciso percorso segnico la propria astratta raffinatezza.
In un continuo scambio di particolare e universale, infatti, le sue tele riproducono l’esattezza di un meccanico scatto fotografico, investendo successivamente la tradizionale stesura ad olio di tutte quelle connotazioni tecniche che, da sempre, contraddistinguono
Naturalmente ciò non vuol dire corrodere i margini di un alto potere evocativo, ingannevole nel suo lato più immediato, insondabile nella resa di una visione che, nella labile ricerca di identificazione, riscopre un senso nuovo tramite antiche formule rappresentative.
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elena granuzzo
mostra vista il 23 ottobre 2002
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che fa lo studio la città ??
terribile !