Categorie: venezia

fino al 23.XI.2008 | Patrick Mimran | Venezia, Palazzo Malipiero

di - 29 Settembre 2008
Patrick Mimran (Parigi, 1956; vive a Ginevra) è un artista poliedrico. Lo avevamo visto alla Fondazione Querini Stampalia con Brahamatic, un’esplosione cromatica di misticismo, e lo scorso anno con le sue foto di garage; ora una mostra di trenta fotografie a Venezia, evento collaterale della Biennale Architettura, a documentare i passaggi dei suoi billboard da New York a Mosca, da Venezia a Miami, da Tokio a Milano.
Sono grandi scritte in stampatello, in inglese, lingua franca, che occhieggiano ambigue e perentorie, chiamando alla riflessione. Ciascuno ne è irrimediabilmente coinvolto. I caratteri a stampa neri si staccano dal bianco del cartellone e, strappando ai passanti uno sguardo, provocatori, suscitano una reazione. “Art is not where you think you are going to find it”: insomma, l’Arte con la “A” maiuscola non è dove pensiamo di trovarla. E allora? Siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo. Non è solo una questione per addetti ai lavori, collezionisti che vorrebbero essere dealer, galleristi che bramerebbero essere star e curatori che aspirerebbero a essere artisti, come recita un altro dei billboard dell’artista parigino, che della sua libertà di outsider ha fatto una bandiera.
Il progetto Billboards viene lanciato nel 2001 a Chelsea. Dagli Stati Uniti, dove i moniti o poli di meditazione hanno imparato anche a volare, trascinati sul cielo di Miami da un velivolo giallo, conducono la loro forza, deflagrante d’ironia, a Londra, a Mosca e a Roma. Sono aforismi firmati che sorprendono e arrestano il passo, riuscendo nell’intento per il quale sono stati creati: provocare quel coinvolgimento personale e quell’emozione partecipe che suscita pensieri e scambi di vedute sul terreno dell’arte. Attitudini che sembrano all’autore scarseggiare nei luoghi deputati, gallerie come musei.

L’umorismo si mescola a una sana vis polemica, che combatte il sistema dell’arte che impone, per “pure” ragioni di mercato, regole univoche, e che non esita a tagliar fuori chi non accetta le mode imposte e chi “non capisce”. Per quanti, ormai sfiduciati, si astengono dal pronunciarsi, Mimran giunge salvifico con un “Explanation kills Art” o ponendo sui bidoni della spazzatura “No Art inside”.
Venezia è stata spesso palcoscenico privilegiato per i suoi billboard, dal Ponte dell’Accademia da dove pendeva inflessibile l’affermazione “L’Arte non deve essere brutta per mostrarsi intelligente”, o quando, durante la Biennale del 2007, una gondola portava a spasso sul Canal Grande la scritta “Art in motion”.
L’impatto visivo è forte: prendendo il posto dei cartelli pubblicitari, i billboard non possono passare inosservati.

Se a Tokio nel quartiere chic “Art is fashion” può agire proprio come invito a una meditazione urbana, che sarà mai il “Tra si nuf” che disorienta? Una lingua morta? No, un gioco enigmistico: “Art is fun”. Attualmente un billboard avvolge il chiostro del Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano. Vedere, pensare e reagire.

articoli correlati
Mimran a Palazzo Venezia a Roma

myriam zerbi
mostra visitata il 12 settembre 2008


dal 12 settembre al 23 novembre 2008
Patrick Mimran – Billboard Project in the city
a cura di Alessandra de Bigontina
Palazzo Mailipiero
Campo San Samuele 3198 (zona Palazzo Grassi) – 30124 Venezia
Orario: tutti i giorni ore 10-18
Ingresso libero
Info: mob. +39 3478528996; ale.debig@tiscali.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Spazio Rivoluzione, la nuova sede aperta a Roma

È stata inaugurata a Roma, con la collettiva MEGADEATH, la nuova sede di Spazio Rivoluzione, già presente a Palermo e…

19 Gennaio 2026 0:02
  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30