Categorie: venezia

Fino al 25.V.2002 | Hiroyuki Masuyama | Verona, Studio la Città

di - 29 Aprile 2002

…determinando in essi una naturale predisposizione all’analisi dei tempi interni ed esterni della vita dell’uomo e delle loro corrispondenze.
Certo che ciò potrebbe apparire scontato pensando solo agli insegnamenti della filosofia buddista, alle pratiche di meditazione, ai cerimoniali ed al loro significato estetico. Ma pure, ed è questo uno strano paradosso, riconosciamo all’Oriente i meriti di aver contribuito in maniera decisiva allo sviluppo delle nuove tecnologie e, implicitamente, le colpe per aver fornito alla società moderna gli strumenti a garantire i ritmi frenetici della quotidianità imposti dalle regole della competitività e del business. Il risultato è il progressivo allargarsi del compasso esistente tra ciò che consideriamo i tempi interni dell’uomo e quello dei tempi esterni della collettività. Il rischio che i tempi esterni prendano il sopravvento attraendo come una forza di gravità i tempi interni, ingenerando nell’uomo condizioni di instabilità e deviazioni a livello psicologico.
Il tentativo di riappropriazione dei tempi lunghi dell’arte finisce per diventare perciò anche un impegno sociale per il riscatto dell’uomo, quando non una pena per contrappasso della moderna cultura tecnologica delirante.
In Hiroyuki Masuyama, giovane giapponese di Tsukuba (n. 1968), la dimensione temporale della prassi artistica è assoluta protagonista. Sintomatico è che le didascalie delle opere siano corredate dagli appunti dell’artista, quasi un diario del progetto. Un esempio per “Private room 30.09.1995-09.12.2001 Nr. 1,2”: “Da circa sei anni ho sistematicamente fotografato questa stanza ogni volta che ci siamo riuniti come famiglia sia per i compleanni che per le feste, o quando venivano gli amici. Ho fatto circa 250 fotografie e le ho sovrimposte per creare una veduta panoramica della nostra sala da pranzo”. Cioè: questo ragazzo che oggi vive in Germania e non parla una parola d’inglese usa armarsi di santa pazienza per fotografare metodicamente, per anni, parchi, vedute, volti o spazi chiusi per poi realizzare video o quadri panoramici montati su lunghi lightbox. La stanza citata si mostra dunque immota nell’arredamento e nelle suppellettili, popolata di fantasmi ed ombre che appaiono e scompaiono, si sovrappongono, cambiano pettinatura. Con photoshop Hiroyuki sovrappone gli scatti avendoli resi semitraparenti, oppure accosta parzialmente le stampe facendone coincidere i particolari fino a completare l’orizzonte visivo scelto. In un’altra occasione ha scattato una foto ogni minuto dal finestrino dell’aereo nella tratta Tokio-Londra ottenendo un paesaggio di 9.800 km, oppure ha percorso una strada facendo uno scatto al giorno, per un anno, procedendo di 50 m alla volta. Il risultato è un video: una corsa frenetica lungo quella strada dove appaiono e scompaiono cose e persone, cambiano le stagioni, si alternano le condizioni metereologiche, nell’arco di un battito di ciglia. In mostra vi sono paesaggi in cui la parte sinistra appare coperta di una coltre di neve mentre sul lato destro erba e fiori crescono rigogliosi al sole e possiamo passare un giorno al luna park dall’alba al tramonto. Sono viaggi coinvolgenti di straordinaria intensità emotiva: Hiroyuki traduce il tempo in una sequenza lineare oppure, se preferite, rappresenta della realtà la quarta dimensione einsteiniana, quella temporale.

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Alfredo Sigolo


Hiroyuki Masuyama
Dal 6.IV.2002 al 25.V.2002.
Verona, Studio la Città, via Dietro Filippini 2.
Ingresso libero.
Orari: dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30. Chiuso domenica e lunedì; catalogo gratuito in galleria.
Tel: 045597549 o 0458003708 Fax: 045597028 E–mail: la.citta@sis.it
o lacitta@studiolacitta.it
Web: www.artnet.com/citta.html,
www.studiolacitta.it



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