Con due collettive alternate a due personali l’anno (all’attivo Giuseppe Maraniello e Tom Wesselmann) gli spazi luminosi della galleria Flora Bigai, invitano ad affacciarsi nei bei locali di Piscina di Frezzeria. “Sogno della pittura” è la seconda rassegna ideata da Luca Beatrice dopo “Forma e sostanza”, itinerario nei territori della scultura, e ideale completamento di uno sguardo d’insieme sull’arte italiana degli ultimi decenni.
Sono dodici gli artisti presentati, dai protagonisti del clima pop e tardo informale degli anni ’60, passando per la Transavanguardia e per l’arte concettuale e povera, fino ai rappresentanti delle tendenze più attuali.
Il racconto si snoda secondo ritmi cadenzati, niente sovraffollamento per un insieme raffinato e stimolante con un impatto magnetico: un imponente olio di Francesco Clemente presenta una donna dai cui occhi sgorgano lacrime azzurre come le acque di un mare primordiale e da queste nascono, nuove Afroditi dai flutti, due nudi di uomo, un bianco e un nero, kouroi indifferenti e offerti come modelle per riviste per soli uomini. In uno dei due è il volto dell’autore. La tensione si tempera davanti al piccolo eden astratto e materico di Nicola De Maria (“Eternità del regno dei fiori”) e all’esplosione cromatica e vitalistica di Marco Cingolani in “L’Estate dei miei colori (amore clandestino). Pierluigi Pusole trasporta lo spettatore nel tunnel della malattia simboleggiata da una mano e un braccio esangui collegati, attraverso un tubicino nero, al liquido verde della vita contenuto in una bombola-flebo, il climax cresce nel dipinto misterico di Mimmo Paladino che mette in atto una sorta di certame rituale tra bestie nere e rosse, uomini dai volti dipinti e simboli totemici cruciformi, mentre “Il principio antropico forte” di Nicola Verlato avvicina con iperrealismo concettuale i giochi di
Semmai ci fosse bisogno di una conferma in tal senso: la poesia è viva, vegeta e ricca di linfa creativa come non mai.
myriam zerbi
mostra visitata il 2 dicembre 2003
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