Categorie: venezia

fino al 28.II.2007 | Toti Scialoja | Verona, Galleria dello Scudo / Palazzo Forti

di - 7 Febbraio 2007

La Galleria dello Scudo torna ad esporre Toti Scialoja (1914-1998) con una mostra, dopo quella realizzata nel 1999, intensa e doverosa, che indaga le opere realizzate negli ultimi due decenni di vita dell’artista. La mostra viene a conclusione del progetto patrocinato dall’Assessorato alla Cultura di Verona e realizzato con la Fondazione Scialoja di Roma. Sono due le sedi interessate: la Galleria dello Scudo, appunto, dove trovano spazio le opere dal 1983 ad oggi (fino ad una delle ultime tele realizzate, Per W.d.K. 20.3.1997, dedicata a de Kooning del 1997) e la Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti, nelle cui sale sono esposte una grande tela del 1978 e, tra le altre, le opere Secondo San Isidro e Diario rosso ocra, entrambe realizzate nel 1983. I due lavori rappresentano, rispettivamente, la congiunzione alla produzione degli anni Sessanta e il sismografo del lento, ma persistente, mutamento della sua ricerca pittorica.
Simili progetti, che indagano nel corso del tempo un artista, sono rari perché rara è la coerenza e la costanza con cui si affronta una poetica, in questo caso dagli esordi all’epilogo. Rimangono il ricordo dell’occasione in cui si sono affrontate visivamente le opere esposte e i cataloghi che ne documentano il percorso estetico e la riflessione teorica. Se nella mostra passata si prendevano in esame gli anni Sessanta, in cui Scialoja si confrontava con ciò che accadeva in quel momento a New York, in queste trenta opere si esamina la trasformazione in atto della sua pittura, più matura e pensata, ma anche più dipinta, pur mantenendo “il suo basilare e codificato repertorio di elementi formali”.
Lo spessore delle opere, il loro contenuto pittorico, raggiunge quello spazio dove il tempo e il segno s’incontrano in una sintesi armonica in grado di offrire la rappresentazione del mondo. I suoi colori di sempre, co me il nero, il rosso, il verde, il blu, il giallo e il grigio, sono le travi del suo fare. Si possono citare dei nomi che in questo  periodo Scialoja tiene molto presenti: si va da Franz Kline a Willem de Kooning; da Hans Hofmann a Robert Motherwell. In un’opera in particolare, tra le sue ultime, Scialoja, rende un omaggio straordinario a de Kooning e “all’astrazione gestuale degli anni ‘50” in cui ritrae il giorno della morte dell’artista olandese. È un quadro particolare questo, sia per il formato, un perfetto quadrato di due metri per due (una misura inconsueta per Scialoja), che per gli inserimenti cromatici che attraversano la tela nera, dall’alto verso il basso, come sfreccianti meteore color ocra, bianco, grigio e rosso sporco. Nel suo insieme quest’opera rappresenta un viaggio a ritroso verso la sua origine pittorica e verso quel magma che sono stati, per lui, i mitici anni Cinquanta.
Altri quadri in mostra sono stati realizzati nell’ultimo decennio della sua vita, come Taraia (1992), Baccanale (1992), Vermiglio (1993), La riffa (1995) e Labirinto (1996), ma la tela dedicata a de Kooning, suo grande amico, ha una forza superiore: Poesia, Pittura e Pensiero, convivono in una sintesi di equilibrio pittorico raramente raggiungibile.

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Toti Scialoja opere 1983-1997
a cura di Rolf Lauter e Marco Vallora
Galleria dello Scudo Arte Moderna e Contemporanea
Via Scudo di Francia, 2 (angolo via Mazzini) Verona
Tel 0039 045 590144 – fax Tel 0039 8001306
Tutti i giorni 10-13- 15.30-19.30 Dom chiuso
Ingresso libero
www.galleriadelloscudo.com
info@galleriadelloscudo.com
Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti
Vicolo Volto Due Mori, 4 (Corso Sant’Anastasia)
Tel 0039 045 8001903
Mar – ven 9.00-19.00; sab-dom 10.30-19.00
www.palazzoforti.it
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