In verità Roberto Coda Zabetta, biellese che vive a Milano, classe 1975, è artista già noto, con molte collettive e personali alle spalle; di lui hanno scritto Vittoria Coen, Alberto Fiz, Maria Grazia Torri, Aldo Busi ed ora anche il Beatrice nazionale.
Si potrebbe dire che il genere del ritratto, nel caso suo, è in verità un pretesto; Coda infatti non ricerca la riconoscibilità fotografica né, è il caso di dirlo, quella psicologica. Piuttosto sembra indirizzato ad annullare l’identità in una espressività collettiva. Ed
La vocazione pluralista di Coda sembra accentuarsi nel progetto padovano, in cui ai suoi noti ritratti di grandi dimensioni è preferita la teoria di piccole tele, meglio sarebbe chiamarle scatole, visto il notevole spessore delle stesse: l’impatto emozionale del grande volto nero della parete di fondo è doppiato dal non meno suggestivo assedio di 40 volti accostati orizzontalmente lungo le pareti. Volti sempre diversi che però diventano quasi la sequenza di un primo piano cinematografico, un’eco che sembra accompagnare la prospettiva dell’occhio.
Dopo il complesso, ma ottimamente risolto, progetto concettuale di Elena Arzuffi, la galleria Estro sceglie una mostra molto più agevole e attraente, per catalizzare l’attenzione di un pubblico senza troppe pretese.
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Bellissima e significativa recensione della mostra,secondo me andava però correlata alle notizie della mostra in corso nella nostra galleria ,sarebbe certamente un'informazione più dettagliata,data la concomitanza von l'evento da voi descritto.
Speriamo ricevere istruzioni sul come farvi pervenire i nostri comunicati.
Saremmo lieti Voi poteste visitare il sito http://www.incoda.it appositamente creato per l'esposizione dellìartista Roberto Coda Zabetta.
Ringraziamo anticipatamente.
GALLERIA PAOLO MAJORANA BRESCIA
Per Paolo Majorana:
ma sei sicuro di aver letto fino alla fine la recensione?