Continua a Palazzo Venier dei Leoni, con la terza e ultima trance del progetto, il lungo programma espositivo iniziato a gennaio e dedicato alla ricognizione dei protagonisti dell’arte del secondo dopoguerra le cui opere sono entrate a far parte delle collezioni dei munifici acquirenti della famiglia Guggenheim. A cura di Luca Massimo Barbero e realizzato nella nuova area per le mostre temporanee grazie anche al sostegno della Intrapresae Collezione Guggenheim e della Regione Veneto, l’itinerario si snoda attraverso sale tematiche di suggestiva coerenza formale e storica. L’alta qualità delle opere e la loro preziosità, data anche dalla rarità con cui esse sono abitualmente esposte, permette un piacevole excursus attraverso un periodo della storia
Le ultime stanze sono dedicate da una parte alla Optical Art e all’Arte Cinetica, dove Vasarely, Albers e ‘oggetti’, tra gli altri, di Boto, Massironi, Sobrino e Costa sono installati tra il divertente accostamento di pareti dai colori shocking per far risaltare il gioco visivo e l’inganno di cui si nutre la loro apparenza, e dall’altra alla ‘seconda vita dei materiali’, per sottolineare il
In occasione delle aperture prolungate del sabato sera saranno organizzati per i visitatori una serie di concerti dal titolo collettivo ‘Crossroads’.
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