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Fino al 4.VIII.2002 | Temi e variazioni – Arte del dopoguerra dalle Collezioni Guggenheim | Venezia, Peggy Guggenheim

di - 11 Luglio 2002

Continua a Palazzo Venier dei Leoni, con la terza e ultima trance del progetto, il lungo programma espositivo iniziato a gennaio e dedicato alla ricognizione dei protagonisti dell’arte del secondo dopoguerra le cui opere sono entrate a far parte delle collezioni dei munifici acquirenti della famiglia Guggenheim. A cura di Luca Massimo Barbero e realizzato nella nuova area per le mostre temporanee grazie anche al sostegno della Intrapresae Collezione Guggenheim e della Regione Veneto, l’itinerario si snoda attraverso sale tematiche di suggestiva coerenza formale e storica. L’alta qualità delle opere e la loro preziosità, data anche dalla rarità con cui esse sono abitualmente esposte, permette un piacevole excursus attraverso un periodo della storia dell’arte così pieno di fermenti creativi e ricerche poetiche quale fu quello dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. Con andamento quasi cronologico nelle sale si susseguono i lavori informali di Alberto Burri, quelli dell’espressionista astratto americano Conrad Marca-Relli a confronto con Immagine del tempo del 1951 di Emilio Vedova, dipinti di Afro e del canadese Riopelle; seguono le stanze dedicate al segno astratto inteso come ‘scrittura dello spazio’ con tre grandi e poetiche opere verticali di Gastone Novelli, un Capogrossi e Concentrico Blu (1960) donato dall’artista Carla Accardi. Gli anni Sessanta sono rappresentati da Lucio Fontana, il fondatore dello Spazialismo, e opere monocrome del gruppo Azimuth con un Achrome (1958-59) di Piero Manzoni e un Nero (1966) di Bonalumi, a cui da venerdì 5 luglio è dedicata una sala/ambiente creata appositamente per il museo.
Le ultime stanze sono dedicate da una parte alla Optical Art e all’Arte Cinetica, dove Vasarely, Albers e ‘oggetti’, tra gli altri, di Boto, Massironi, Sobrino e Costa sono installati tra il divertente accostamento di pareti dai colori shocking per far risaltare il gioco visivo e l’inganno di cui si nutre la loro apparenza, e dall’altra alla ‘seconda vita dei materiali’, per sottolineare il riutilizzo e la sperimentazione di materie non convenzionali. Le lamiere saldate di Alberto Burri o i decollage di manifesti strappati di Mimmo Rotella fronteggiano i protagonisti del Nouveau Realisme quali Arman e Cesar, a conclusione di una mostra che vale soprattutto come occasione inedita per indagare la presenza dell’arte italiana nei ricchi depositi del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, il gusto e la tempestività con cui la nipote Peggy seppe riconoscere i grandi maestri della nuova stagione creativa e le importanti nuove donazioni regalate alla collezione di Venezia negli ultimi anni.
In occasione delle aperture prolungate del sabato sera saranno organizzati per i visitatori una serie di concerti dal titolo collettivo ‘Crossroads’.

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stefania portinari
mostra visitata il 10.VII.02


Fino al 4.VIII.02
Temi e variazioni. Arte del dopoguerra dalle Collezioni Guggenheim
Venezia, Peggy Guggenheim Collection – Palazzo Venier dei Leoni, Dorsoduro 701
Orario apertura: 10.00-18.00 – sabato orario prolungato fino alle ore 22.00 (grazie a Ras)– chiuso martedì
Ingresso: € 8 intero, € 5 ridotto e studenti, bambini sotto 12 anni e soci gratuito
Tel: 041.2405411 – e-mail: info@guggenheim-venice.it
– sito web: www.guggenheim-venice.it,
Ufficio stampa: liesbeth Bollen (tel. 041.2405404)
Come arrivare: vaporetto da stazione FS n° 1-82-5 (fermata Accademia)
Catalogo in mostra a cura di Luca Massimo Barbero

Concerti: sabato 13 luglio ‘Organ trio’ – sabato 27 luglio ‘Nuovo tango’ – ingresso con biglietto ingresso museo, inizio ore 20.15 (in caso di maltempo saranno cancellati) – info 041.2405418-411


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