Al Museo di Castelvecchio, una delle celebri vedute veronesi di Bernardo Bellotto offre l’occasione di allestire, a lato delle collezioni permanenti, una mostra-dossier sulla pittura di veduta a Verona alla metà del Settecento.
Il ritorno del dipinto imperniato proprio sul Castello Scaligero e il suo ponte merlato, l’unica delle sette vedute realizzate che sino ad oggi fosse ancora rimasta sul mercato antiquariale, è stata una “restituzione” alla città resa possibile grazie all’intervento e all’acquisto della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona. La Direzione dei Civici Musei e
Verona, all’epoca già tappa obbligata degli itinerari internazionali del Grand Tour , non aveva ancora visto affermarsi un suo autentico genere di veduta pittorica dal senso analitico e urbanisticamente compiuto, rimanendo le opere coeve ancora legate a un decorativismo arcadico. Il potenziale pittoresco della città e la presenza dell’acqua fecero ben presto da richiamo a un pool di vedutisti, e conseguenti committenti, soprattutto forestieri. Fanno infatti da corollario a questo dipinto, per illustrare le evoluzioni del genere nel diciottesimo secolo, una dozzina
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