Categorie: venezia

fino al 7.VII.2007 | Thomas Demand | Venezia, Isola di San GiorgioFondaz. Prada

di - 6 Luglio 2007

Negli spazi della Fondazione Cini, su quel fazzoletto di terra nelle acque proprio di fronte a piazza san Marco, l’isola di San Giorgio Maggiore, è ospitata una mostra promossa da un’altra fondazione, la milanese Prada.
Nelle sale al piano terra dell’ex convento sono allestite due esposizioni separate dedicate ai progetti di Thomas Demand (Monaco, 1964), Yellowcake e Processo grottesco, attraverso cui il lavoro dell’artista tedesco assume sfumature e si apre a corto circuiti con la semiotica e con questioni politiche che permettono in parte di ripensare anche i lavori precedenti.
Il lavoro di Demand consiste in genere in grandi fotografie di ambienti e oggetti che l’artista immortala dopo averli interamente ricostruiti nel suo studio utilizzando solo del cartone. L’opera preliminare di ricostruzione è in genere tanto dettagliata che, nonostante le dimensioni di solito considerevoli delle riproduzioni, risulta difficile di primo acchito afferrare cosa non va, a cosa è dovuta quell’aria astratta e fuori dal tempo che le immagini comunicano. Per poi scoprire che è la fotografia, con la sua sintassi fatta di inquadrature sapienti e significanti, ad attribuire un grado di realtà ad una fredda, fragile finzione costruita con il solo scopo di apparire vera.
Ma con i due lavori in mostra a Venezia l’attenzione viene spostata dalla funzione della fotografia, medium menzognero che inganna ancora più efficacemente in virtù del realismo delle immagini, al reale. Ma è una realtà che può presentarsi non meno ingannevole della sua riproduzione.

In Processo grottesco (2006) Demand propone, oltre alla fotografia di quella che appare come una grotta, anche il copioso materiale necessario al lungo lavoro di documentazione e preparazione (cartoline, libri scientifici, romanzi, elaborazioni digitali, studi, il Merzbau di Kurt Schwitters e albi porno in ambientazione… grottesca) e la ricostruzione vera e propria in cartone dell’ambiente roccioso. Con un processo che rimanda al lavoro di Joseph Kosuth, Demand sembra incoraggiare la domanda, semiotica e filosofica, su cosa sia una grotta. Se quella dell’immagine fotografica, la sua ricostruzione in cartone o una delle innumerevoli versioni dell’antro proposte dalla letteratura e dalle immagini del passato.
In Yellowcake (2007) l’artista tedesco cela invece dietro a un titolo ingannevole, parte del gioco ingaggiato dalle immagini, un progetto che ripropone attraverso la dialettica tra realtà fotografata e finzione fotografica quella tra realtà e finzione politica. Demand consente con le sue immagini l’esplorazione di un doppio in cartone dell’ambasciata nigeriana a Roma: prima il suo anonimo esterno, quindi delle scale, una normale maniglia di una porta, un corridoio come tanti, un ufficio a soqquadro.

Ma non si tratta di un luogo tipo immaginato dall’artista, bensì del teatro di un trafugamento vero, avvenuto allo scopo di rubare dall’ambasciata articoli da cancelleria e timbri. Che potrebbero essere gli stessi usati per creare falsi documenti che testimoniassero del tentativo da parte dell’Iraq di Saddam Hussein di procurarsi uranio impoverito (in gergo “yellowcake”) per i propri esperimenti nucleari acquistandolo dal Niger. Documenti che potrebbero essere stati usati da George W. Bush quale prova dell’assoluta necessità dell’attacco all’Iraq.
La ricostruzione di Demand in questo caso appare un po’ meno realistica, un po’ più approssimativa, quasi l’artista volesse lasciar filtrare in maniera più evidente che ciò che è sotto i nostri occhi non è la realtà, ma solo una delle sue numerose possibili ricostruzioni.

valentina ballardini
mostra visitata il 1 luglio 2007


dal 7 giugno al 7 luglio 2007 – Thomas Demand
Venezia, Fondazione Giorgio Cini (isola di San Giorgio Maggiore)
orario di visita: 11.00-19.00 martedì-domenica; chiuso il lunedì
ingresso gratuito – per informazioni Fondazione Prada, www.fondazioneprada.orginfo@fondazioneprada.org
a cura di Germano Celant – catalogo edito dalla Fondazione Prada con saggi di Germano Celant, Robert Storr e Alex Farquharson


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

In una mostra a Bologna, la pittura trasforma il tessuto in alfabeto visivo

Fino al 15 febbraio 2026, eXtraBO a Bologna ospita “Corpo Tessuto 01” di Simone Miccichè: un progetto in cui la…

10 Febbraio 2026 0:02
  • Mostre

Non solo de Chirico. A Milano la grande mostra diffusa sulla Metafisica e la sua eredità nel presente

Parte da Palazzo Reale la grande mostra Metafisica/Metafisiche diffusa su quattro sedi istituzionali di Milano. E indaga a fondo una…

9 Febbraio 2026 18:52
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 9 al 15 febbraio

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 9 al 15 febbraio, in scena nei teatri…

9 Febbraio 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Per Francesco Gennari, l’arte è tutto ciò che rimane dell’assenza

Al Laboratorio degli Angeli di Bologna, un progetto espositivo presenta una serie di opere che ci fanno entrare nelle profondità…

9 Febbraio 2026 16:39
  • Mostre

Pennacchio Argentato, come le immagini diventano dispositivi di conflitto

Le opere del duo Pennacchio Argentato mettono in tensione il rapporto tra messaggio e medium: la mostra diffusa negli spazi…

9 Febbraio 2026 15:30
  • Mostre

Nelle opere di Chiara Ventura l’amore è un gesto politico: la mostra a Prato

Negli spazi di Villa Rospigliosi di Prato, la nuova mostra di Chiara Ventura indaga relazioni, limiti e responsabilità affettive, attraverso…

9 Febbraio 2026 12:30