Categorie: venezia

fino al 8.I.2006 | Ritorni d’immagini | Villafontana di Bovolone (vr), The Flat Villa Noris

di - 14 Dicembre 2005

E’ stato un brutto sogno. Per un attimo si è temuta la scomparsa delle immagini. Poi qualcosa è cambiato, e, come per incanto, esse sono riapparse alla luce, facendo tirare a tutti un lungo sospiro di sollievo. Questo è il plot della mostra che la galleria The Flat ha escogitato per il vernissage del nuovo spazio, Villa Noris, presso Verona, che affianca dallo scorso ottobre l’attività milanese. Con la precisa volontà di essere luogo d’incontro e base per progetti rilevanti. Che ne andranno ad abitare le stanze, le cantine come i giardini, attualmente ospiti delle opere di una nutrita scelta di artisti nostrani, come stranieri.
Si sono viste le grandi tele di Debora Romei, giovane pittrice emiliana, la cui indagine, attraverso l’analisi sul segno, trascinato in libertà sulla superficie e affrancato dalla dittatura del pennello, si pone interrogativi profondi sull’identità femminile e le sue implicazioni sessuali. Temi che animano altresì il lavoro di Greta Frau, scatti che fungono da macchina del tempo e trasportano in un passato remoto dove il corpo viene scrutato ed interrogato senza malizia, attraverso l’aura mitica della classicità. Cui fanno da contraltare le posizioni più terrene di Anila Rubiku, albanese, alla ricerca spasmodica di un luogo ideale, sintetizzata dall’installazione Houses of the rising sun, una casetta di carta i cui decori, eseguiti a ricamo, sono esaltati dall’illuminazione interna. Più aggressivo, invece, il lavoro di Barbara La Ragione. L’artista napoletana, posseduta da una profonda anima magno-greca, utilizza l’immagine fotografica come uno specchio, attraverso il quale dipingere i propri turbamenti, gli incubi, il lato oscuro che alberga in ognuno di noi. Le fa eco Alexander Lee, che aggiunge alle icone della seduzione – tratte dal mondo della moda – batuffoli di peluria, trasformando affascinanti corpi di donna in muse inquietanti, ibridi mostruosi di origine mitologica.

Ai confini con la realtà si pone ancora la pittura di Filippo La Vaccara, che intrappola nello spazio angusto della tela un immaginario fiabesco trascinante, reso con gesto fresco ed intuitivo, svicolato dai canoni accademici. Rispettati, ma ingannati, nell’uso del pongo come materia pittorica, da Cristiano de Gaetano e, nei contenuti, dal cipriota Polys Peslikas, che stratifica diversi stili espressivi, stigmatizzando le tecniche della tradizione in un patchwork di soluzioni ad olio e campiture sature di colore. Fedele alla memoria rimane viceversa Paolo Vaccari, con il suo Codice Da Vinci, realizzato su tavola con tempera ad uovo, alla maniera del sommo genio, pur proponendo in pittura forme ottenute grazie a precedenti rielaborazioni digitali, utilizzate, con nitidezza e conoscenza specifica del mezzo, anche da Giuseppe Teofilo. Funge geograficamente da overture, ed idealmente da corollario, il lavoro di taglia e incolla orchestrato in video da Oliver Pietsch che impasta sequenze di film famosi alla ricerca di suggestioni altre, oltre la narrazione. Puro pretesto per il raggiungimento di traslazioni di senso desiderose di un contatto epidermico con lo spettatore, senza nessuna concessione allafiction, fino a sfociare nell’oblio angosciante dell’irrazionalità.

santa nastro
mostra visitata il 14 ottobre 2005


Dal 14 ottobre 2005 all’8 gennaio 2006
Ritorni d’immagini
Filippo La Vaccara, Giuseppe Teofilo, Andrea Galvani, Anila Rubiku, Cristiano De Gaetano, Alexander Lee, Dimitrios Antonitsis, Federico Pepe, Barbara La Ragione, Polys Peslikas, Paolo Vaccari, Oliver Pietsch, Debora Romei.
The Flat a Villa Noris, Villafontana di Bovolone, via Conti Noris 6
info: 02-58313809 – 333 21 55 325


[exibart]

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