Una striscia di mare, esile come una lama, divide le campiture vaste e surreali della terra e del cielo, mentre, sulla riva, mozziconi di candele spente appaiono come relitti, improbabili tronchi sbiaditi dal sale, apparizioni di fantasmi. La scena è immobile, una solitudine imperiosa, assoluta.
In netta antitesi, cerchi di montagne violette abbracciano e proteggono i volumi umili ed austeri delle case cadorine nella luce diafana e quieta del paesaggio alpino, forse ingentilite della memoria.
Intorno a questi due temi fondamentali ruota l’intera esperienza artistica di Fiorenzo Tomea (Zoppé di Cadore, 1910-1960), a cui la Pro Loco Zumellese dedica una mostra antologica.
Protagonista di spicco della scena pittorica italiana degli anni ’40 e ’50, amico di Birolli e Manzù, ma soprattutto di Sassu e di Carrà -di cui fu allievo prediletto-, Tomea si forma a Verona, per poi approfondire ed ampliare i suoi orizzonti artistici al contatto con l’ambiente parigino e milanese, in cui impara ad amare la scarna volumetria della pittura di Cézanne non meno della dolente ritrattistica del Picasso dei periodi Rosa ed Azzurro, la “pittura metafisica” dell’ultimo Carrà come le celebri Nature Morte di Giorgio Morandi , i cui influssi innerveranno, senza però stravolgerla, la sostanziale coerenza della sua arte.
Nell’adesione ad un messaggio intimista e talvolta onirico, i protagonisti della
La mostra consente uno sguardo completo sull’opera e sui temi del maestro cadorino -che aderì, seppure in modo indipendente ed appartato, al gruppo Corrente del ‘39- tra cui spicca quello della morte. I volti che spesso circondano come calchi funerari dai grandi occhi dilatati le candele abbandonate sul mare, i fiori deposti sulla tela come in un erbario, le presenze inquietanti delle feste di Carnevale che richiamano i Capricci di Goya ed i personaggi del circo cari a Picasso , appaiono come presagi non solo di un oscuro ed esistenzialista male di vivere, ma anche del mistero tragico che ogni esperienza del mondo sembra racchiudere. Un ineluttabile destino che accomuna tutti gli uomini e che stroncherà l’artista a soli 50 anni.
link correlati
Un sito dedicato alla zona della Sinistra Piave
Il sito del Museo di Mel
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elena franzoia
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