Categorie: venezia

fino al 9.IX.2006 | Mariateresa Sartori | Venezia, Galleria Michela Rizzo

di - 5 Settembre 2006

La videocamera riprende senza stacchi, organizza lunghi piani sequenza su personaggi anonimi eppure familiari, ritratti nella dimensione intima di un salotto qualsiasi, e con atteggiamento quasi documentaristico ne registra fedelmente i dialoghi. L’obiettivo stringe e poi allarga sui volti; le voci rimandano suoni di lingue straniere, a tratti incomprensibili, le posture e i gesti descritti dalle mani ne abbozzano i contenuti. Un puzzle di idiomi legati saldamente l’uno all’altro da pause e silenzi che si alternano alle parole. La videocamera riprende con logica cronologica, sequenziale come il tempo biologico della vita, senza montaggi o ridondanti figure retoriche. I minuti del girato sono i minuti stessi della vita.
Strutturalmente semplice e immediato l‘ultimo lavoro video di Mariateresa Sartori (Venezia, 1961), Tutte le pause del mondo (2006), è un’analisi para-scientifica –per citare le parole dell’artista- sui percorsi della comunicazione e sulle dinamiche sociali ad essa riconducibili; uno studio sui pieni e sui vuoti del dialogo, inteso come interspazio in costruzione tra individui. Le parole si susseguono in un colorato caleidoscopio babelico; privati della possibilità di comprendere ci si orienta verso spunti non-verbali, corporei. Il vuoto delle pause assume inaspettatamente consistenza propria, non dissonante assenza come sarebbe logico attendersi, ma completezza. Le pause vengono fatte coincidere con fermo-immagine scanditi da un cronometro che inarrestabile rimarca lo scorrere dei secondi, dilatando il silenzio e i suoi significati. L’artista, riprendendo un pensiero di Samuel Beckett, si chiede “quanti silenzi di tre secondi sono necessari per fare un silenzio totale di 24 ore”. Un’operazione quasi laboratoriale –potenzialmente scientifica- orientata però a risvolti artistici.

Il secondo spazio espositivo, poco lontano dalla galleria, ne raccoglie infatti l’intento estetico, esponendo lungo le pareti i tracciati audio dei dialoghi; le alternanze tra parlato e silenzi visualizzate dal nero su bianco appaiono più evidenti, come una pittura della voce in cui il suono si rafforza nella propria assenza, dando vita ad una sorta di (solo) apparente meta-comunicazione che è invece comunicazione totale. Il silenzio non come crepa ma come sottolineatura ponderata del pensiero, molto lontana dalla cultura dell’urlare e del parlarsi addosso, attraverso la quale gli individui recuperano la possibilità di avvicinarsi, ascoltarsi, riconoscersi, capirsi. Le pause, tutte le pause del mondo, sono momenti intimi ed introspettivi necessari per creare ponti tra interlocutori. Dello stesso drammaturgo irlandese viene in mente, per contrapposizione, il dialogo surreale di Winnie e Willie della piéce Happy Days, in cui un fitto e logorroico parlare non riesce a nascondere l’assenza di dialogo e la fragilità del rapporto di coppia. Come il bianco nella pittura ad acquerello riempie per assenza di colore così il silenzio riempie per sottrazione fino a diventare indispensabile base armonica e strutturale di ogni discorso e, per estensione, di ogni rapporto sociale.

gaetano salerno
mostra visitata il 17 agosto 2006


Mariateresa Sartori – Tutte le pause del mondo – A cura di Riccardo Caldura
Galleria Michela Rizzo, Calle degli Albanesi 4254 – Venezia
Orario: lunedì – sabato, 15.30 – 19.30 – Ingresso libero
Tel/Fax 041- 5223186 – www.galleriamichelarizzo.net
info@galleriamichelarizzo.net


[exibart]

Articoli recenti

  • Premi

Nasce il Premio ACEA Contemporanea: identikit del nuovo concorso per artisti emergenti

Dalle installazioni, alla fotografia, giovani artisti trasformano il tema della scarsità idrica in ricerca visiva e impegno culturale. Premiati i…

23 Maggio 2026 14:00
  • Mostre

Come la materia si trasforma: il progetto di Bekim Hasaj e Valentina Gelain arriva a Berlino

Il progetto itinerante The Shell Cracked di Bekim Hasaj e Valentina Gelain arriva a Berlino con nuove installazioni dedicate a…

23 Maggio 2026 13:30
  • Mercato

Blindarte: la primavera delle aste tra moderno, contemporaneo, antico e design

Da Carla Accardi a Gaspare Traversi, da Enzo Cucchi a Vincenzo Gemito, fino ai cataloghi online di gioielli, arredi, orologi,…

23 Maggio 2026 13:05
  • Premi

Assegnati i premi del Mellone Art Prize 2026: il volo come visione contemporanea

Angelo Demitri Morandini, Luca Freschi e Danilo Torre sono i vincitori della terza edizione del Mellone Art Prize dedicata al…

23 Maggio 2026 12:30
  • Fotografia

Exposed Torino 2026, un fine settimana alla scoperta della fotografia diffusa in città

EXPOSED Torino attraversa la città all'insegna della fotografia, tra musei e gallerie, intrecciandosi con gli appuntamenti di The Phair Photo…

23 Maggio 2026 11:30
  • Danza

In the brain di Hofesh Shechter: l’energia della danza che colpisce sempre

Con In the brain, Hofesh Shechter torna a travolgere il pubblico con una danza fisica, ipnotica e attraversata da energia…

23 Maggio 2026 10:30