Categorie: venezia

fino al 9.XI.2002 | Umane figure | Venezia, Palazzetto Tito

di - 4 Novembre 2002

Si tratta della mostra dedicata agli assegnatari delle borse di studio che la Fondazione Bevilacqua La Masa ha consegnato in occasione dell’omonima Collettiva per il 2002.
L’esposizione denuncia il progressivo ed inesorabile allontanarsi dell’espressione artistica dal “confine materico ed intellettuale della forma” a favore di forti caratterizzazioni concettuali, e proprio questa attitudine comune ai tre premiati ha suggerito al curatore Stefano Coletto il titolo della mostra. “Umane figure” dunque, non più “figure umane” – termine di antica memoria se rapportato alla contemporaneità dell’arte: non rappresentazione ma espressione concettuale. La comunicazione di significati legata alle possibilità espressive d’inconsueti significanti (Jasmina Cibic si serve delle cartelle cliniche, raccolte da innumerevoli esami sul proprio corpo, per dare la giusta attenzione al solo “oggetto” che il nostro ossessivo desiderio di conoscenza non si cura di analizzare), la provocazione insita in situazioni, volti e corpi nascosti (nelle fotografie e nelle sculture di Alessandro Bedin il visitatore vede una piccola porzione d’immagine ed è costretto a ricostruire – nelle fotografie – o a perlustrare – nelle sculture – quella realtà che l’opera mostra solo parzialmente) e l’impossibilità di solcare i confini individuali per aderire all’altro (le immagini volutamente e inevitabilmente parziali di Verena Fanny Trausch, pur colte nella banale spontaneità della vita d’ogni giorno, esprimono l’impenetrabile solitudine individuale) sono tutte esperienze conoscitive legate da una stessa indagine sulla condizione umana.
Foto, installazioni, sculture e dipinti si dispongono nelle sale del prezioso Palazzetto Tito come testimonianza delle infinite possibilità espressive del “concettuale”: termine abusato, forse, ma adatto, nell’assenza di confini a cui rimanda, ad aggettivare opere in cui il valore primario è offerto dalla dimensione mentale della figura.
È il caso degli “indumenti” di Jasmina Cibic, degli “spiragli” di Alessandro Bedin, dell”Album di famiglia” di Verena Fanny Trausch, ma anche di “Passaporta”: lavoro (a latere) di Mara Ambrozic, Jasmina Cibic, Mary Favaretto e Meta Grgurevic. Un video e un’installazione performativa (il giorno dell’inaugurazione le giovani artiste distribuivano bottiglie di latte, simbolicamente marchiate, ai visitatori) dove gli oggetti necessari per viaggiare sono ordinatamente e asetticamente allineati su un lato del pavimento. Tra gli oggetti spicca un passaporto sui generis che presenta le componenti il gruppo e alcuni loro lavori. Dunque, come recita l’incipit di “Passaporta” …il viaggio sta per cominciare…”

articoli correlati
Il post-human in un saggio
Gli artisti del padiglione della Slovenia
L’umano in Janeta Eyre
link correlati
www.post-human.org

caterina de march
visitata il 19 ottobre 2002


Umane figure
Venezia, Fondazione Bevilacqua La Masa, Palazzetto Tito, San Barnaba 2826.
Apertura: dal 18 ottobre al 9 novembre 2002
Info: Fondazione Bevilacqua la Masa, tel. 041 5208879 – 041 5807797
Orari: tutti i giorni, escluso il martedì dalle 15.00 alle 19.00; ingresso libero
Mostra a cura di Stefano Coletto.
info@bevilacqualamasa.it


[exibart]

Visualizza commenti

  • due o tre cose. si tratta ovviamente della prima esposizione del dopo barbero, credo, in occasione della prossima collettiva. occhio e croce la mostra curata da stefano è molto equilibrata, anche in relazione ad altre collettive fatte nello stesso spazio. i lavori però risentono, a mio avviso, della presenza troppo forte dei direttori di cattedra dell'accademia. questo sia stefano che caterina non potevano saperlo. comunque gli abiti di Jasmina Cibic derivano dalla cattedra di decorazione della prof. piergallini. da anni fa sviluppare a vari studenti lo stesso tema.
    verena è della cattedra di diraco. ricordiamoci al volo i pezzi di elizabeta kojian, stessa cattedra. ecc, eccetera.
    il senso quindi di questo intervento è capire la reale originalità, non interessa in questa sede il nuovo, dei pezzi presentati sia qui che nelle varie colletive. la nostra preoccupazione, e qui chiudiamo, è capire se tali selezioni non sono altro che una sorta di premio annuale al lavoro dei docenti in accademia oppure una vera presentazione della ricerca contemporanea veneziana. non si ricordano più, purtroppo, i vecchi vincitori. dove sono finiti, come hanno continuato se hanno continuato. oramai, e ne abbiamo viste di blm, sembra un riproponimento, attraverso probabili brogli interni, del percorso individuale all'interno dell'accademia dove il veicolo è il giovane studente ma il premio in realtà va alla cattedra.
    speriamo che con la nuova presidenza si possa fare in modo che la annuale collettiva e mostre successive siano inseribili in un panorama ampio e non relegate all'ambito prettamente locale come concorso o mostra di fine corso dell'aabb di venezia.

Articoli recenti

  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30
  • Bandi e concorsi

Artefici del nostro tempo 2026: torna il premio che fa esporre alla Biennale

Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…

10 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Sonsbeek 2026, le novità dalla storica manifestazione d’arte pubblica

Dal 1949 a oggi, Sonsbeek è un laboratorio d'eccellenza per riflettere sul significato dell'arte nello spazio pubblico: ad Arnhem, in…

10 Febbraio 2026 11:30
  • Mostre

Materia, colore e fotografia in dialogo allo Spazio Merlo di Roma

Allo Spazio Merlo di Roma, una mostra fa dialogare le sculture e le pitture di Antonia Leonardi con le fotografie…

10 Febbraio 2026 10:30