È dal 1991, anno del crollo dell’ex Jugoslavia, che s’inizia a parlare in Slovenia di un’identità comune. Ed è proprio in questo periodo che comincia a svilupparsi un linguaggio nuovo anche nel campo della moda. La maggior parte degli stilisti protagonisti della mostra sono nati negli anni settanta a Lubiana, città simbolo della rinascita culturale e artistica del paese alpino.
Il filo rosso che lega le singole creazioni è la freschezza e la straordinaria creatività. Gli artisti danno vita con estrema semplicità ad un prodotto privo di scadenza, sempre e comunque nuovo, all’avanguardia: da qui il titolo “fresh”. Bisogna ricordare inoltre che, per la prima volta, le loro creazioni -vestiti, scarpe, borse e gioielli- sono esposte in uno spazio dedicato all’arte. Ed è proprio l’Italia, capitale indiscussa della moda mondiale, a suggellare questo momento.
La mostra punta sulla novità, sul nuovo, anche dal punto di vista dell’allestimento, creando un percorso in parte inedito. Ai consueti figurini, gli stilisti hanno preferito questa volta video, fotografia e installazioni. Così le foto barocche di Lara Bohinc sono le prime a colpire lo sguardo dello spettatore: immagini di uomini e donne nude impreziositi da gioielli eleganti e rifiniti con cura in ogni dettaglio. Proseguendo, ecco un pannello nero adagiato alla parete, forato in due parti da piccoli spioncini. Sbirciando si scorge una serie di borse: sono le creazioni di Marjeta Grošely. Coloratissime, create con materiali vari, dalla pelle di rettili esotici alla pelliccia, al velluto, non sono semplici accessori, ma diventano, grazie alla loro originalità, dei pezzi da collezione. Pezzi di corteccia e piccoli blocchi di marmo fanno da sfondo agli strani e coloratissimi vestiti estivi di Tanja Devetak Gómez.
Matjaž Vlah espone una serie di sandali molto kitsch, arricchiti da catene con un insistito effetto sadomaso. Accanto i gioielli di Olga Košica: collane, anelli, braccialetti carichi di colore e originalità. Il percorso continua fino al piano superiore della galleria, dove -dopo un tragitto ad ostacoli creato da una spagnoletta che scende e si dipana dal soffitto- su un pavimento ricoperto da pezzi di stoffa fiorita colorata, spicca un vestitino primaverile, opera di Almira Sadar e Marija Jenko.
anna defrancesco
mostra visitata il 12 marzo 2005
Presso Le Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…
La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…
Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…
La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…
Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…
L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…