Non una semplice e passiva visualizzazione digitale, ma un complesso “progetto pilota” realizzato da un team di lavoro composito e multidisciplinare, interamente italiano nonostante il fondamentale contributo della Fondazione americana E.L.Wiegand.
Così si configura la nuova Sala Multimediale della Cappella degli Scrovegni, voluta dal Comune di Padova e nata dalla sinergia con il CNR-ITABC e le società Archè, Aracnet, No Real e Arcadia. Alla conferenza stampa di presentazione, il direttore del Progetto di Realtà Virtuale, Maurizio Forte, ha sottolineato la novità di questa affascinante “scatola magica”, che inaugura un approccio decisamente avanguardistico alla fruizione dei beni culturali. Si tratta, infatti, di un nuovo
Le sezioni tematiche -diverse a seconda delle postazioni -focalizzano l’attenzione non solo su Giotto e la cappella, ma anche sull’urbanistica e l’architettura della Padova trecentesca. Viene, così, configurato un approfondimento a 360 gradi sull’autore e sul suo capolavoro, oltre al background artistico, sociale e culturale che ne ha permesso la concreta realizzazione. Grazie al 3D e a allo zoom ravvicinato, è, inoltre, possibile
A livello di architettura e di allestimento, la sala -ospitata dal piano interrato dei Musei Civici agli Eremitani- è concepita come una moderna proiezione della stessa cappella, di cui riprende l’intenso cromatismo azzurro e di cui cita, grazie alle fibre ottiche che suggestivamente la illuminano, la volta stellata.
Ne completano le dotazioni un video introduttivo -in cui Enrico Scrovegni narra genesi e realizzazione dell’opera-, un modello ligneo in scala reale della “casa di Anna” -che approfondisce il tema della spazialità giottesca- e una sequenza di pannelli che documentano la tecnica pittorica dell’affresco.
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elena franzoia
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parlare a spropoito sembra lo sport nazionale. Questa cosa della sala multimediale della Cappella degli Scrovegni è utile didattica. Per chi non lo sapesse per visitare la cappella si deve rispettare un tempo di pochi minuti ed essere in un numero limitato di persone. questo non per una sorta di civetteria, ma perkè i capolavori lo pretendono quanto a "sicurezza". Gli affreschi risentono degli sbalzi di umidità, di calore e anche della distribuzione del suono. Poter usufruire dei 12 minuti per visitarla e della possibilità di "entrare" virtualmente nella cappella per carpirne angoli impossibili, prospettive ravvicinate, o anche solo per godere della pienezza/trasparenza di qualche colore è uno strumento utile, sia per chi la studia, che per il visitatore giapponese che dopo aver fatto Roma-milano-firenze-napoli e venezia in 3 giorni, capita a padova. Perkè criticare sempre per il semplice gusto di farlo??
si, il colosseo 3d, la cappella degli scrivegni multimediale, i quadri interattivi....dovrrebberlo smetterla con queste minchiate e mettersi a studiare seriamente il linguaggio dei nuovi media e le opportunità vere che offre alla cultura. non stupirci con effetti speciali ultravivaci da luna park..dedicati al turista gonzo...