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SPECIALE VENEZIA

di - 22 Giugno 2017
A pochi passi da Rialto, una location unica ospita uno dei 23 eventi collaterali di questa 57esima edizione della Biennale di Venezia. Si tratta del palazzo Ca’ Faccanon e della mostra “Modus”, una collettiva che raggruppa le opere di 17 artisti suddivise in sezioni tematiche: II metallo e l’invenzione (Francesco Bocchini), L’energia e il modulo (Shay Frisch), La grafite e la misura (Omar Galliani), Il rame e la morbidezza (Resi Girardello), La Natura e la vita (Gong Hao 宫浩), per citarne solo alcune.
Punto di partenza di questo progetto – che ha visto peraltro il coinvolgimento degli studenti della N.T.A. Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e dell’Accademia di belle Arti di Bologna – è l’indagine sull’opera artistica a partire dalla sua essenza, dalla materia di cui essa si compone. Un invito ad osservare da vicino l’opera per coglierne la sua fisicità, più che a interrogarsi sul loro significato intrinseco, ma anche un percorso storico, volto a scoprire come i materiali da sempre utilizzati nella storia dell’arte, vengono oggi impiegati e riscoperti nella pratica artistica contemporanea.
La materia come minimo comune denominatore si offre allo spettatore nelle sue forme, dimensioni e caratteristiche più varie. Dalla pittura ad olio alla scultura in metallo, dalla video art al ready made, dalla fotografia ad ardite elaborazioni tecnologiche.
Nella prima sala, due lavori indagano le tecniche artistiche tradizionali, tra cui la pittura ad olio delle tele blu di Wang Zimu, e la lavorazione dei metalli nel Selvatico di Francesco Bocchini.
Nelle sale a seguire si sviluppa un percorso fatto di materie, tecniche e oggetti d’uso quotidiano che si svestono della loro funzione tradizionale per diventare nuovo e innovativo strumento di espressione: ed ecco come adattatori elettrici sono a comporre una installazione a parete di Shay Frisch; le vespe e biciclette di Antonio Riello si mostrano come emblemi della produzione industriale; i vetri soffiati illuminati a neon di Marotta & Russo diventano ricordo del vissuto; il ghepardo in acciaio fuso di Davide Rivalta rintraccia la tradizionale tecnica scultorea a cera persa.
Il percorso termina, all’interno della settima sala, con un’esperienza immersiva nella diga fatta di erbe medicinali dell’artista cinese Gong Hao, dove i moti ondosi e il contesto ambientale sono ricreati tramite proiezioni su parete. Ancora una volta, la materia, nella sua forma più povera, è protagonista di un’arte che parla di natura, di riciclo, di riutilizzo ai fini espressivi e comunicativi.
Carla Ingrasciotta

Fino al 26 Novembre 2017
MODUS. Tecniche, poetiche, materiali nell’arte contemporanea.
Orario di apertura:  Fino al 1 luglio 2017 Ore 10:30 -19:30  Mercoledì chiuso.
Dal 2 luglio al 26 novembre 2017 Ore 11:00 -13.30 Ore 14:30 -19:00 Mercoledì chiuso
Ca’ Faccanon, (Poste Centrali) –  S.Marco 5016 – Venezia

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