Un felice abbinamento tra una città che ha saputo sfruttare la propria particolare conformazione fisico-geografica per fare della comunicazione una componente inscindibile dal suo stesso retaggio culturale, ed un museo che ha voluto coniugare le più avvincenti innovazioni in campo tecnologico con l’intramontabile linguaggio artistico-culturale veneziano.
Proprio a Venezia, infatti, sulle cui acque scorsero le esplorazioni ed i racconti di mercanti, ambasciatori e viaggiatori, è sorto il Telecom Italia Future Centre,
In questo innovativo centro, che sembra aver annullato qualsiasi distanza o paralizzante distinzione tra passato, presente e futuro, è possibile entrare in un surreale mondo di sperimentazione tecnologico-informatica e scoprire nuovi itinerari di ricerca e sviluppo comunicazionale.
Un centro che ha scelto la nobile ambientazione dell’antico convento di San Salvador, vicino al Ponte di Rialto, prezioso frammento di quell’incommensurabile patrimonio artistico gelosamente conservato tra le calli di Venezia, ed ora opportunamente disposto per un avvincente salto nel domani.
Un patrimonio che affiora in modo continuo e larvato tra le sale del Telecom Italia Future Centre, ove oltre a fare la spesa scegliendo oggetti virtuali, disegnare senza inchiostro con una penna digitale e riconoscere gli oggetti tramite una mano artificiale, è possibile sedersi in un rinnovato caffè di tradizione veneziana ed accedere ai più moderni collegamenti Internet, entrare nel refettorio dell’ex convento, impreziosito dal pennello di Fermo Ghisoni
, allievo di Giulio Romano, e venire costantemente aggiornati sulle nuove tendenze tecnologiche, oppure essere accompagnati da alcuni protagonisti della storia culturale veneziana verso inediti e sorprendenti itinerari turistici.
Da Bellini a Goldoni, da Tiziano a Casanova, da Vivaldi a Marco Polo, questi affascinanti personaggi, emersi dalle fredde pagine di distaccati manuali, sono pronti ad accompagnarci in un lontano tracciato di ricordi, di
Senza dimenticare la pionieristica sala dedicata al gioco, le sorprendenti sperimentazioni sulle corde vocali, che permettono di dialogare con un pozzo parlante, oracolo rivestito dei panni della modernità pronto a rivelare premonizioni, e lo splendido Teatro dell’Acqua, ambientato nella Cavana dell’antico chiostro, ove un’installazione d’artista fa scorrere su lontani ed immoti scenari d’acqua le musiche di Ludovico Einaudi magico e suggestivo suggello con una città che, da sempre, ammalia per l’atmosfera di diafani e sfumati cromatismi.
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elena granuzzo
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